PSICHE, MANDALA E MUSICA

La nostra mente cerca la forma1. Cerca in particolare una forma conchiusa, definita, simmetrica, bilanciata, equilibrata, armonica e riconoscibile…..come un mandala. Il percussionista Marcello Davoli ha dato suono a mandala dipinti e io proverò a dimostrare che un suono è una forma e che questa forma è riconosciuta dalla nostra mente come piacevole, quando è simmetrica. Numerosi studi2 hanno dimostrato che le forme simmetriche vengono preferite. Questa preferenza non è frutto dell’educazione, perché si ritrova anche nei neonati che si soffermano più a lungo a guardare visi simmetrici, come se nel nostro cervello fosse inscritta un’idea di ordine. Se parliamo di ordine, parliamo di successione, cioè di elementi che si susseguono. Così al concetto prettamente spaziale di simmetria abbiamo aggiunto l’elemento temporale della successione: il ritmo. E cosa è il ritmo? Platone rispondeva: ordine nel movimento. Questo ordine, questa successione ordinata è piacevole perché è riconoscibile. Crea un’aspettativa che viene realizzata, come una favola che i bambini vogliono sentirsi raccontare sempre uguale. Ciò si spiega perché il nostro cervello si è evoluto dovendo risolvere numerosi problemi, il più grande quello della sopravvivenza, dove è fondamentale per lui riconoscere i luoghi e le cose che gli sono utili. Gli esseri umani devono anche continuamente decodificare stimoli rapidi e sottili come le espressioni altrui per potersi rapportare adeguatamente agli altri. La mente umana è continuamente impegnata nel decodificare, mandare a memoria o richiamare dalla memoria dei dati. Il cervello riposa, si culla, quando attraverso i sensi gli si forma un’immagine riconosciuta e gradevole. Un’immagine regolare è più facile da ricordare, da richiamare, da ‘avere a scaffale’ nella memoria. L’arte figurativa nell’antichità ricercava l’equilibro, la verosimiglianza e la bellezza delle forme che rappresentava. Bisogna arrivare al ‘900 per trovare nell’arte moderna e contemporanea una rottura di questa regola. Infatti, a mio avviso, certe forme per esempio del cubismo o i tagli di Fontana, non sono esattamente piacevoli, ma possono venire apprezzati ad un altro livello. Spesso rimandano ad un problema, magari sono una forma di denuncia sociale o sono inquietanti. Essi soddisfano la nostra voglia di ricercare, una sfida intellettuale, ma non danno un piacere immediato. Per capire certe forme di arte contemporanea abbiamo bisogno dei nostri circuiti cerebrali superiori, della neocorteccia, ma il piacere ha luogo nei circuiti inferiori3 nel nostro cervello arcaico. Il piacere è un circuito che coinvolge parti antiche del cervello e la musica va colpire proprio lì. La musica ha progressioni armoniche che, spesso, sono ‘giri’ quindi cerchi. Per esempio i blues hanno un giro armonico che si svolge in 12 battute, tutte di 3 o di 4/4 con una successione di accordi predefinita: è un ritorno a casa. Il mandala contiene, come molte forme d’arte, elementi ricorrenti ed elementi sorprendenti. Ricorrente è la forma circolare, sorprendente è il contenuto del cerchio. Le sorprese ci piacciono fino a che sono limitate e nel mandala veniamo rassicurati dal cerchio che le contiene. Inoltre la musica, come il mandala, essendo insatura, cioè non espressa a parole dal significato preciso, ci consente una delle cose che al nostro inconscio piace di più: attribuire il significato nel modo e nell’intensità di cui abbiamo bisogno per esprimerci. La musica ,come l’arte visiva, ci consente di proiettare i nostri significati inconsci. E l’inconscio si trova bene nelle forme simmetriche perché l’inconscio è simmetrico4. Il suo cerchio esterno, l’equidistanza di tutti i punti dal centro ci porta proprio a ricercarlo. Lo individuiamo anche se non è segnato come una forza gravitazionale dell’occhio, come un cadere al centro, con un tonfo, un colpo di percussione. Una percussione….un suono…una presenza di vita5…una risonanza….un vibrare assieme. Se vibra è dunque tatto e il tatto, l’essere toccati, produce piacere6 . La ragione psicoanalitica potrebbe essere che è sinonimo di presenza, di compagnia, avversaria della solitudine. La ragione neuro scientifica è che l’essere toccati fa produrre oppiacei endogeni, morfina cioè piacere e felicità. La culla del ritmo è l’Africa e ancor oggi la musica afro-americana è tipicamente circolare. Circolare come il cerchio delle tribù, ritmata come le danze rituali, circolare come un mandala, ricorrente, rilassante, incalzante, trascinante…..ipnotica!

Concludendo possiamo dire che il suono è:

  • vita perché è presenza
  • calmante perché circolare
  • fonte di piacere perché tattile
  • ipnotico perché trascina con sé

e mi sembra che tutte queste qualità si applichino anche ai mandala .

 

Note

1 Kanizsa, Legrenzi, Sonino ‘percezione, linguaggio, pensiero’

2 Ibidem

3 Panksepp e Bivet ‘Archeologia della mente’

4 I., Matte Blanco ‘l’inconscio come insiemi infiniti’

5 Paolo Fornari ‘psicoanalisi della musica’

6 Panksepp e Bivet ‘Archeologia della mente’

La presente relazione è stata tenuta dalla psicologa e psicoterapeuta Giuliana Gibellini nell’ambito degli open days svoltisi al TauLab nel settembre 2016 .

OPEN DAYS DI SETTEMBRE AL TAULAB

Il 17 e il 18 settembre scorsi, al Taulab, si sono svolti due giorni di open intensi e stimolanti che hanno registrato una grande partecipazione di pubblico. Un bellissimo gruppo con le sue sinergie ha reso possibile l’allestimento  di  una  mostra sui mandala, un concerto di  mandala sonori dove un violino, una viola e un tamburo ci hanno regalato suoni, melodie  ed emozioni a partire dalle immagini esposte, conversazioni sulla pratica del mandala, sulla mindfulness e sul tema arte e psiche. Tutto ciò intercalato da laboratori esperienziali di artiterapia creativa. Vista la ricchezza dei temi proposti  e degli spunti  emersi, fino a dicembre 2016 i post del blog verteranno sulle tematiche di  queste giornate condivise. Il post di settembre a cura di Monia Schiavo è dedicato ad un singolare connubio: mindfulness e arte effimera. Buona lettura !

QUANDO LA MINDFULNESS SI SPOSA CON L’ARTE EFFIMERA    

La presente relazione è stata tenuta dalla psicologa Monia Schiavo nell’ambito degli Open days svoltisi al TauLab nel settembre 2016.

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GRIGLIE APPLICATE AD UNA TRACCIA GRAFICA

In questo post mi concentrerò sull’analisi di questo disegno applicando tutte le griglie esposte fino ad ora nei post precedenti.

DATI PRELIMINARI

Il disegno è stato eseguito da un bambino di 9 anni presso una scuola elementare. Si tratta di un bimbo con sordità media come tutti i componenti della sua famiglia padre, madre e sorella maggiore. Il disegno è stato eseguito con matite colorate su un foglio 70×50 cm. La consegna era: fai un disegno sulla tua famiglia mettendo tutto ciò che desideri e utilizza tutto il tempo necessario.

 

LA PRIMA IMPRESSIONE

Ad una primissima impressione il disegno nel suo complesso esprime un sentimento di calma e serenità sia per l’uso dei colori che per gli andamenti delle linee, l’unico elemento che rompe questa atmosfera sono i numerosi uccelli neri che coprono il cielo.

IL SIMBOLISMO SPAZIALE

Il foglio è orientato orizzontalmente e ciò indica un legame con la figura materna che è l’unica persona rappresentata. La mamma ha un pallino sulla pancia perché aspetta un bambino e si tratta proprio del disegnatore. Ora mettiamo la griglia sul disegno per vedere cosa emerge, nello schema sotto sono riassunti gli elementi salienti.

 

X             PASSATO                               PRESENTE                       FUTURO

PEN         Ricordo/Nostalgia           Fantasia/Val. Sup         Sogni/Progetti

SIE           (blocco, riserva)               Aspirazioni                  ( ribellione

RO           SOLE                                         Idealizzazioni               attacco)

NUVOLE               NUVOLE+ UCCELLI

 

RE                                 UCCELLI NERI IN VOLO

AL           Origini                                   Egocentrismo             Sguardo sul fut.

TA’           Lato materno                       Autonomia                   Lato paterno

Regressione                          Indipendenza               Progetti

Orientati a se stessi                                                       Intelletto

Emozioni

MA                                                         Insicurezza

TE         Conflitti                                 Depressione                   Esigenze

RI           Paure                                     Pessimismo                     Desideri

AL           Pretese                               Dipendenza                  Ostinazione

ITA’     LA MADRE                           COSTRIZIONE

QUANDO LO ASPETTAVA               LA CASA                           L’ALBERO

 

TRATTI E INTENSITA’

La linea di terra ha un andamento che non permette alla casa e alla madre un appoggio sicuro a differenza dell’albero simbolo del sé. Questo potrebbe far pensare ad un adattamento difficile per la famiglia in generale, il che è abbastanza plausibile visto i problemi di sordità che interessano tutto il nucleo. Tratti piuttosto rigidi e dritti si trovano nel tronco dell’albero, nel corpo della madre e nella casa, invece troviamo tratti morbidi nella chioma dell’albero e nelle nuvole. Nel modo di tinteggiare la casa l’andamento del tratto non è omogeneo cioè ci sono andirivieni sinistra/ destra e alto / basso. L’ intensità del tratto è tipica di un bambino normo tonico leggermente tendente all’iper.

 

OMISSIONI ,DETTAGLI ,SIMMETRIA ,MOVIMENTO, STEREOTIPIE

Quando la madre lo aspettava disegnata a sinistra in basso, c’erano anche il padre e la sorella maggiore che però nel disegno non compaiono fisicamente. Queste omissioni sono significative, tra l’altro, il sole giallo,simbolo paterno, è in posizione di blocco, riserva, nostalgia. Non compaiono dettagli particolari e non c’è simmetria. Il disegno è piuttosto statico a parte il fumo del camino e gli uccelli in volo dove si percepisce il movimento. Questo disegno non costituisce una stereotipia grafica.

STILI PRENATALI

Gli stili prenatali presenti sono lo stile ritmico staccato che esprime desiderio di autonomia e intenzionalità e il dondolante che denota il bisogno di appoggio e denota dipendenza. Dunque sono espressi due  atteggiamenti opposti che convivono nel bambino.

SIMBOLOGIA DEL COLORE

Si nota una prevalenza di ross –arancione nella casa, nel vestito della madre e nelle ciliegie. Il rosso è il suo colore preferito e qui indica la volontà di riuscire.

 

 

I 4 ELEMENTI

Nella traccia i 4 elementi sono tutti presenti: l’elemento fuoco nel grande sole giallo, nell’ albero estivo con i frutti e nel camino fumante; l’elemento acqua nelle nuvole; l’elemento aria negli uccelli in volo; l’elemento terra nella casa squadrata, nella figura della madre che dà la vita (madre terra) e nell’ albero che poggia sul terreno. L’espressione di tutti gli elementi indica sostanzialmente equilibrio.

SOGGETTI ESPRESSI

La casa è a due blocchi leggermente in prospettiva con una porta e 4 finestre, dove due sembrano occhi ed è un po’ sospesa sulla linea di terra. La famiglia per il bambino costituisce un appoggio relativo, dal camino esce un fumo piuttosto nero che si alza verso gli uccelli. Rispetto al simbolismo spaziale la casa si trova nella zona dell’insicurezza.

L’albero simbolo del sé è nella zona dei desideri, delle esigenze e dell’ostinazione e questo rispecchia l’atteggiamento del bimbo nella sua volontà di essere grande e orientato al futuro. L’albero benché un po’ piccolo nell’economia del disegno è ben proporzionato. La chioma ondulata indica creatività.

La figura della madre è piccola, molto rigida e senza il collo. A 9 anni l’omissione del collo significa che l’istinto prevale. La madre è stata disegnata all’epoca in cui era incinta ed è visibilmente sola, anche se sorride.

I 13 uccelli neri nella cultura popolare sono un auspicio negativo. Ritengo che il bambino non li abbia contati nel disegnarli, resta il fatto che ci sono molte superstizioni popolari legate al 13 tanto che spesso nelle numerazioni di stanze o posti il numero viene omesso. L’elemento più significativo è comunque che questi uccelli occupano il posto della realtà, del passato ,del presente e del futuro, cioè incombono su tutta la linea temporale: l’handicap uditivo di cui soffre la famiglia è probabilmente vissuto come una sorta di maledizione ereditaria e tutto questo ha un grosso peso sulla sfera conscia ed inconscia del bambino.

Dopo l’analisi delle varie parti si riconferma sostanzialmente la prima impressione sulla traccia. Il bambino ha delle potenzialità positive, ma fatica ad esprimerle perché il contesto e il contorno non lo aiutano più di tanto. Essendo però una personalità di terra con un sufficiente equilibrio la sua perseveranza potrà dare i suoi frutti se incoraggiato e sostenuto, specialmente a scuola.

Con questa dodicesima puntata siamo giunti alla fine del nostro viaggio alla scoperta del disegno dei piccoli o per meglio dire siamo tornati all’inizio di un percorso di conoscenza che non avrà mai fine. Infatti la società e l’ambiente in cui viviamo cambiano sempre più rapidamente e i bambini cambiano con essi. Fare i genitori ed essere buoni educatori è forse uno dei mestieri più difficili, ma credo anche più affascinanti che ci possano essere. A conclusione, sulla soglia dell’estate vi lascio con una domanda : è più difficile essere genitori o è più difficile essere figli?

Grazie per avermi seguita fin qui

Maria Teresa Cardarelli

(MusicArTerapeuta nella Globalità dei linguaggi e artista di arti visive)

GRIGLIE PER LA LETTURA DELLE TRACCE GRAFICHE

I 4 ELEMENTI

Una griglia interpretativa molto interessante applicabile alle tracce grafiche è quella relativa ai 4 elementi. I filosofi greci della scuola ionica li identificarono con il fuoco, l’acqua, l’aria e la terra. L’acqua e la terra sono elementi legati al femminile, il fuoco e l’aria al maschile.
I 4 elementi sono materie dalla simbologia ricchissima legati alle religioni e alle mitologie di tutto il mondo e in tal senso si connettono all’inconscio collettivo. Anche a livello personale in ogni individuo ci sono aspetti che lo legano ai 4 elementi, da un punto di vista energetico e psichico. La ricchezza di significati simbolici, sia collettiva che individuale, si travasa per forza di cose anche nelle tracce grafiche espresse. Ho già accennato ai 4 elementi parlando della simbologia del colore ma è utile individuare anche le connessioni tra questi e i soggetti espressi nei disegni. Per quanto concerne la figura dell’albero, per sua natura, esso è intimamente connesso a tutti e 4 gli elementi come del resto l’individuo, ma a seconda delle sottolineature di radici , tronco, rami e foglie si possono fare delle osservazioni. Le radici visibili rimandano alla terra e al radicamento, ma anche all’elemento acqua in quanto questa viene da loro assorbita. Le radici, che nella realtà spesso non sono visibili, quando vengono disegnate sono legate alla sfera inconscia del disegnatore, quindi all’elemento acqua. Chiome folte di rami e foglie alludono all’elemento aria in quanto essa le fa muovere e fluttuare, i frutti invece che maturano in estate con il sole alludono all’elemento fuoco.Tradizionalmente i 4 elementi sono correlati alle 4 stagioni, dunque bisogna tener presente il ciclo stagionale dell’albero: un albero estivo con i frutti di lega all’elemento fuoco, un albero primaverile in fioritura si lega all’elemento aria, un albero autunnale allude all’elemento all’acqua, un albero sempreverde o spoglio allude all’elemento terra. La casa e le abitazioni in genere alludono all’elemento terra. In particolare una casa dal camino fumante allude all’elemento fuoco, una casa–condominio fatta di tanti piani allude all’aria come la casa-castello, una casa piena di davanzali fioriti allude all’elemento acqua, una casa a cui si giunge da una stradina allude alla terra. Spesso alberi e case sono inseriti in un paesaggio che ci può dare ulteriori indicazioni sempre in merito ai 4 elementi. Il primo è un paesaggio invernale con prevalenti elementi di terra e aria disegnato da un bambino di 6 anni con pennarelli e matite.

1 2

In questo paesaggio, eseguito da un bambino di 9 anni con le cere, dal titolo ‘La grande cascata’ prevale l’elemento acqua ed aria.

3

In questo paesaggio, eseguito con le matite da una bimba di 8 anni, dove i colori sono tutti improntati al tramonto e dove il sole con i suoi raggi occupa la metà del foglio prevale l’elemento fuoco.

4

Qui il grande rilievo dato dalla disegnatrice di 9 anni alle differenti specie di uccelli ed insetti produce un effetto legato all’elemento aria. Nel disegno di apertura di una bambina di 10 anni tutti e 4 gli elementi sono presenti: il fuoco nei fulmini, l’acqua nella pioggia, l’aria nei vortici e negli alberi che pendono a sinistra e la terra nella linea di terra marrone chiaro ben marcata dove poggia una casetta molto squadrata ed essenziale. Anche per i disegni di animali i 4 elementi sono una griglia interpretativa importante. Tutti gli animali carnivori e predatori alludono all’elemento fuoco, gli uccelli all’aria, i pesci all’acqua, la mucca e il cane all’elemento terra. Altri animali esprimono più elementi per esempio la tartaruga è di terra-acqua, i fenicotteri sono di aria-terra-acqua, i pescecani sono di acqua-fuoco. Nel disegno sotto eseguito con i pennarelli da un maschio di 7 anni l’elemento fuoco è dominante. Lo vediamo nelle figure dei dinosauri che attaccano la bambina e la casa dal cui camino esce fumo, inoltre il tratto è deciso con un andamento a zig zag.

5

Riassumendo, nell’analisi di una traccia grafica è necessario considerare molti elementi, inoltre è fondamentale farsi un’esperienza sul campo. Più applicherò riflessioni e considerazioni ai disegni e più disegni vedrò, più affinerò la mia sensibilità a comprendere i messaggi non verbali del bambino. Una buona regola consiste nel considerare sempre più tracce grafiche di un’ unica persona prima di giungere a qualsiasi conclusione di ordine interpretativo. E’ di fondamentale importanza affinare la nostra sensibilità per i messaggi non verbali che i bambini spontaneamente ci offrono attraverso le loro tracce grafiche per utilizzare queste conoscenze a favore della loro crescita, del loro sviluppo e della loro realizzazione. I genitori, gli insegnanti e gli educatori davanti al disegno del bambino non dovrebbero formulare giudizi o apprezzamenti negativi, mentre questa pratica purtroppo è ancora largamente diffusa.Qualunque disegno infantile è bello per il solo fatto che esprime qualcosa dell’animo di chi lo ha realizzato. Inoltre, solo il disegno libero parla il linguaggio della verità quello pilotato no. L’importanza per il bambino di poter esprimere liberamente le proprie emozioni attraverso il disegno è fondamentale, infatti ciò che non si esprime si imprime nel corpo sotto forma di malesseri, tic e alle volte malattie. In tal senso il disegno libero è uno strumento naturale e auto terapeutico della massima importanza. Disegnare sviluppa inoltre il pensiero creativo. La possibilità per un adulto di sviluppare e sostenere un pensiero flessibile in grado di esplorare ciò che ancora non si conosce, rendendo possibile la scoperta di elementi nuovi, ha come premessa indispensabile il pensiero creativo espresso nell’infanzia.E’ bene continuare a stimolare i bambini a disegnare ed esprimersi graficamente a mano libera, nonostante l’avvento dell’informatica. Infatti anche gli accattivanti software come Drawing for children, Paint e Tuxpaint essendo predefiniti non sono in grado di garantire al soggetto una libertà creativa piena. Solo una nuova consapevolezza da parte di genitori ed educatori potrà salvare quel meraviglioso pianeta che è libero disegno infantile. Nel prossimo post una traccia grafica verrà analizzata a partire da tutte le griglie presentate. Se non volete perdervi la prossima ed ultima uscita di ‘ Comprendere i bambini attraverso i loro disegni’ iscrivetevi gratuitamente al link

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A presto

M. Teresa Cardarelli

GRIGLIE PER LA LETTURA DELLE TRACCE GRAFICHE

Nel secondo e terzo post di ‘Comprendere i bambini attraverso i loro disegni’ parlando di scarabocchi vi ho già presentato due griglie interpretative utili a decodificare questi segni un po’ misteriosi: la teoria degli stili prenatali e la teoria dei colori. Ovviamente queste griglie si applicano anche ai disegni, insieme ad altri aspetti ed elementi che dobbiamo sempre considerare. Per qualunque traccia grafica è buona norma raccogliere notizie relative al disegnatore come età, sesso, aspetto esteriore, conoscenza o meno del soggetto. Se si è presenti al momento dell’esecuzione del disegno risulta utile porre l’attenzione sull’atteggiamento del bambino se è tranquillo, agitato, ecc. Inoltre bisogna tener presenti elementi relativi alla traccia, quali la grandezza del foglio, la tecnica utilizzata e il tipo di consegna data.

 

L’ IMPORTANZA DELLA PRIMA IMPRESSIONE

La prima cosa da fare osservando un disegno è captare velocemente , cosa ci comunica a livello generale ed emozionale, per esempio: solitudine, gioia, tristezza, paura, serenità, ottimismo, agitazione, aspirazioni, pericolo. La prima impressione è fondamentale perché va riconsiderata alla fine dell’analisi e va integrata insieme al resto. La ragione è molo semplice: alle volte un disegno può risultare proporzionato, essere stato eseguito con una gamma di colori armoniosi, occupare il centro del foglio, che sono tutti elementi positivi e rassicuranti, ma poi nel complesso trasmettere agitazione e nervosismo. Altra regola della massima importanza è non giudicare mai il disegno secondo i nostri canoni di bello e di brutto. Il disegno infantile quando è espresso liberamente è sempre degno di attenzione perché è espressivo e il bambino ci comunica sempre qualcosa della sua interiorità .

 

Il SIMBOLISMO SPAZIALE Il simbolismo spaziale ha a che vedere con l’orientamento del foglio e con il posizionamento degli elementi grafici su di esso. Il foglio viene idealmente suddiviso in nove settori che rimandano a campi di significato. Se il disegno viene realizzato sul lato verticale del foglio esiste una relazione significativa con la figura paterna, se il disegno si sviluppa sull’asse orizzontale, con la figura materna. Però questo non ci permette ancora di dire nulla sul tipo di relazione, cioè se si tratti di una relazione positiva o problematica. Ogni volta che il bambino disegna a ridosso dei bordi del foglio per cui vi sono elementi incompleti significa che lo spazio vitale viene vissuto in modo problematico, oppure che vive la mancanza di qualcuno o qualcosa. L’applicazione dello schema sul simbolismo spaziale alle tracce può fornire degli elementi molto utili purché non lo si applichi in modo troppo rigido ed esclusivo. Diciamo che può indicarci delle piste per delle ipotesi. Qui di seguito una tabella riassuntiva sul simbolismo spaziale.

 

SCHEMA SUL SIMBOLISMO SPAZIALE

 

X             PASSATO                               PRESENTE                       FUTURO

PEN         Ricordo/Nostalgia           Fantasia/Val. Sup         Sogni/Progetti

SIE           (blocco, riserva)               Aspirazioni                   ( ribellione

RO                                                           Idealizzazioni                attacco)

 

RE

AL           Origini                                   Egocentrismo             Sguardo sul fut.

TA’           Lato materno                       Autonomia                   Lato paterno

Regressione                         Indipendenza               Progetti

Orientati a se stessi                                                       Intelletto

Emozioni

MA                                                         Insicurezza

TE         Conflitti                                 Depressione                   Esigenze

RI           Paure                                     Pessimismo                     Desideri

AL           Pretese                               Dipendenza                       Ostinazione

ITA’                                                       Costrizione

 

 

I TRATTI

I tratti insieme alla pressione e all’uso del colore fanno diretto riferimento allo stile espressivo dell’individuo e ci danno indicazioni sul modo di essere della persona che disegna. Possiamo rilevare tratti:

 

-Centrifughi verso l’esterno   (orientamento verso l’ambiente)

-Centrifughi verso l’interno (orientamento verso sé stessi, chiusura, introspezione, )

-Lunghi e continui (tenacia , volontà, controllo)

-Brevi e bruschi (impulsività, nervosismo)

-Dentati -puntuti ( realtà percepita come difficoltà, aggressività)

-Ondulati e curvi (morbidezza, tenerezza, emotività , adattamento, ma anche dipendenza)

-Diritti e rigidi ( sicurezza ma anche rigidità,blocchi, freddezza)

-Frammentati (ansietà, timidezza, mancanza di fiducia in se stessi, dubbi)

-Ricalcati (insicurezza, indecisione, ansietà, ma anche sottolineatura)

-Sottili (emotività, sensibilità)

-Grossi ( impulsività)

-Cancellati (rifiuto, incertezza, insoddisfazione)

-Ombreggiati ( l’ombra ha sempre a che vedere con il nostro lato più sconosciuto, in generale le forti ombreggiature possono indicare una problematica latente oppure stati ansiosi )

 

PRESSIONE/ INTENSITA’

L’intensità del tratto si lega al tono muscolare e in ultima analisi allo stato emozionale del bambino perché è in rapporto diretto con la sua energia psichica.Una pressione abbastanza accentuata rivela fermezza, sicurezza di sé e autostima,in generale un ‘Io forte’. Quando però la pressione tende per esempio a lesionare il foglio oppure è molto concentrata   su   alcuni punti questo può segnalare aggressività o urgenza comunicativa, alle volte può anche indicare il sentimento della rabbia che spesso sottende stati depressivi. Se la pressione è debole o molto debole segnala un livello energetico basso, dunque saremo in presenza di soggetti che si stancano facilmente, tendenti all’apatia e con bassa tollerabilità alle frustrazioni. Ricapitolando avremo soggetti:

-ipotonici con energia scarsa, come la bimba di 9 anni che ha eseguito questo tramonto sul mare;

– normo-tonici con energia equilibrata

-ipertonici con un surplus energetico da scaricare, come la bimba di 6 anni che ha disegnato questo campo di carote.

Se nello stesso soggetto si registrano costantemente manifestazioni   di ipo e iper tono si può ipotizzare uno squilibrio energetico indice di   un umore altalenante.

L’intensità del tratto è molto ben visibile nei disegni eseguiti con matite, pastelli o cere, molto meno se il disegno è realizzato con i pennarelli o con altre tecniche.

1

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LE OMISSIONI ,I DETTAGLI, LA SIMMETRIA, I MOVIMENTI, LE OMBREGGIATURE

Alcuni brevi accenni per quanto concerne questi aspetti del disegno infantile. L’omissione in generale indica un problema o un rifiuto. Per esempio nel disegno della famiglia l’omissione di un componente riflette un problema con l’escluso. Un albero senza chioma indica l’impossibilità del soggetto di relazionarsi con l’esterno e con l’ambiente, come anche la mancanza delle mani nelle persone. La mancanza di dettagli si ritrova normalmente nei bambini piccoli, mentre in quelli più grandicelli denota carenza di stimoli o stati apatici o depressivi. I dettagli onnipresenti e ripetuti sono invece spesso   sintomo   di   tendenze   ossessivo-compulsive.   Un’ eccessiva simmetria di stessi elementi indica forme esasperate di autocontrollo e rigidità, ma di solito nei disegni infantili non si registra. I personaggi o gli animali in movimento, oppure andamenti grafici che trasmettono questa sensazione sono la spia di intelligenza, creatività e autonomia. Le ombreggiature specialmente su volti, case e alberi indicano spesso situazioni problematiche per il bambino come per esempio nel caso di questo albero, disegnato da una bambina di 10 anni, con una forte ombreggiatura nera sul lato sinistro del tronco e un’ ombreggiatura a matita su tutto l’albero eseguita dopo la coloritura con i pastelli.

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LE STEREOTIPIE GRAFICHE

Ci sono bambini che ripetono sempre lo stesso disegno fin nei minimi particolari, oppure disegnano sempre lo stesso soggetto in situazioni diverse, oppure usano sempre e solo un colore. Queste manifestazioni non sono da sottovalutare, né tanto meno da reprimere. Infatti il bambino con la stereotipia grafica manifesta un’urgenza comunicativa che spesso rimanda a un problema di difficile gestione che lo riguarda personalmente o che riguarda il suo entourage. E’ un po’ come quando il bambino ci chiede sempre di leggergli quella fiaba e non altre perché magari si identifica con un personaggio e la sua storia. Quando il problema rientra o la pressione emotiva vissuta dal bambino si allenta spontaneamente il piccolo comincerà a disegnare altre cose e a farsi raccontare altre storie.

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A presto

Maria Teresa Cardarelli

SIAMO ALBERI

 

In questo post, il nono del ciclo ‘Comprendere i bambini attraverso i loro disegni’ prendiamo in rassegna disegni di alberi eseguiti da bimbi tra i  6 e i 10 anni. Come per le case, ci accorgeremo della vastità di forme ed interpretazioni di questo elemento naturale quando i bambini si sentono liberi di esprimersi a tutto tondo. L’albero oltre a costituire un archetipo è anche il simbolo del sé, cioè rappresenta gli aspetti più profondi e autentici della personalità di un individuo. Le radici si espandono principalmente sotto il terreno fornendo alla pianta nutrimento e stabilità e quando vengono disegnate si relazionano alla parte più primitiva ed istintuale della persona, cioè al suo inconscio, inoltre si connettono alle origini familiari e alla genealogia. Il tronco rappresenta invece l’ Io  vissuto dal soggetto, la sua esperienza, la sua storia. E’ possibile raffrontare l’altezza del tronco con l’età di chi  lo ha disegnato: rami spezzati o particolari deformazioni lungo di esso segnalano spesso traumi quali malattie, ricoveri ospedalieri, abbandoni o lutti non elaborati, abusi o shock. La chioma e i rami dell’albero sono significativi della capacità del soggetto di entrare o meno in relazione con l’ambiente esterno. Inoltre sono indicativi delle aspirazioni della persona e della sua vita mentale. Nel bel  dipinto sopra eseguito con le tempere è molto evidente la similitudine tra l’albero e l’essere umano.

SULLA GRANDEZZA DELL’ALBERO

In genere, un albero piccolo segnala autostima carente o stati ansiosi. Un albero proporzionato rispetto al foglio e al contesto indica sicurezza ed autonomia, specialmente se si trova in una posizione centrale. Un albero che invade tutto lo spazio del foglio o fuoriesce da esso ha a che vedere con la mancanza di riconoscimento da parte delle persone care  e con il  bisogno di autoaffermazione del bambino.

 LINEA DI TERRA E RADICI 

Quando manca la linea di terra e l’albero è come sospeso significa che il soggetto non è radicato ed è insicuro. Se poi  la base  del tronco non è chiusa come nel caso dell’albero qui sotto, disegnato da un bambino di 9 anni questi effetti sono ancora più marcati.  Questo albero  molto particolare l’ho denominato ‘albero a stampelle’. Il bambino viveva in uno stato di ansietà costante, i genitori separati in casa facevano finta di nulla. Anche i rami secchi e spogli indicano che non ci sono risorse da mettere in gioco e l’albero nel suo complesso allude ad uno  stato di disagio profondo. Il grigio unico colore utilizzato indica una situazione di blocco emotivo.

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Alle volte la linea di terra per i bambini coincide con il bordo inferiore del foglio, comunque quando è espressa con il disegno e il colore  è sempre un segno positivo perché significa che la persona sente l’ appoggio. Nei disegni dei bimbi di questa età la maggior parte delle volte  le radici non sono visibili, ma quando lo sono significa che da una parte il bambino è in grado di  connettersi con la sua parte più istintuale e che aderisce alle sue pulsioni più profonde e dall’altra  che è molto legato alle sue origini, cioè alla famiglia. Se la famiglia è un modello positivo  il bambino  sarà in grado di ricevere energia positiva  per  crescere ed evolvere, ma se  il modello è negativo o problematico  il bambino ne subirà molto l’influenza restandone invischiato. Questo albero con le radici visibili è stato disegnato da un maschio di 8 anni.

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Se l’albero risulta sradicato perché pende pericolosamente a destra  o a sinistra e si avverte che sta per cadere o è in pericolo perché ci sono dei fulmini o qualcuno lo sta tagliando o è nei pressi di un vulcano bisogna verificare se il pericolo riguarda il bambino o l’intero sistema familiare. In tutti questi casi è bene approfondire in quanto queste configurazioni sono dei veri e propri segnali di allarme che il bambino ci invia disegnando. Nel secondo disegno sotto eseguito da un bambino di 8 anni l’albero di sinistra oltre ad essere nei pressi di un vulcano è anche costretto da degli anelli circolari che lo stringono come delle morse. L’albero sotto i fulmini è di un bambino di 10 anni.

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Quando la base del tronco è poggiata, ma eccessivamente larga rispetto all’albero nel suo complesso come nel caso di questo albero disegnato da bambino di 10 anni, ciò può indicare lentezza  e problemi di apprendimento o immaturità.

 

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IL TRONCO

Il tronco dell’albero può essere rappresentato da linee più o meno dritte o più o meno ondulate. Quando le linee sono molto dritte, marcate e parallele siamo in presenza di soggetti che tendono ad imporsi o che sono un po’ rigidi come l’autore di questo albero al tramonto

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,se il tronco invece è anche solo leggermente ondulato ciò indica  adattabilità e armonia

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Quando la corteccia viene evidenziata è segno che il bambino ha bisogno di protezione o che si deve difendere da qualcuno o da qualcosa. La presenza di rami spezzati o particolari rientranze o asperità ai lati del tronco sono  indici di traumi  che si possono  datare. I buchi con dentro un uccellino o un nido indicano il desiderio di protezione e  contenimento.  La tana alla base dell’albero espressa da una porticina  è un richiamo  ‘all’albero-casa’  dunque alla  famiglia  come in questo albero disegnato da una bambina di 10 anni

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Se sul tronco c’è un ‘viso’  bisogna osservarne  l’espressione perché  chi disegna fa esplicito riferimento ad uno stato emotivo, anche se  l’espressione va valutata nel contesto complessivo. In questo disegno  l’espressione dell’albero è sorridente, però si tratta di un albero molto destrutturato, tutto nero e senza linea di terra. Questo è un bambino   di 9 anni che fa buon viso a cattivo gioco.

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In questo disegno invece l’espressione sorridente dell’albero  è in linea con l’insieme ed esprime una situazione emotiva positiva per questo bambino di 8 anni : l’albero è fiorito, la chioma è ad arcate, la linea di terra è ondulata.

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LA CHIOMA E I RAMI,  LE FOGLIE E  I FRUTTI

E’ utile notare la proporzione esistente tra il tronco e la chioma ,infatti alle volte quest’ultima può risultare molto ridotta, schiacciata o addirittura assente rispetto al tronco. Generalmente queste configurazioni esprimono che il bambino fatica a relazionarsi  perché  si  sente  in una situazione di costrizione.  Quando avviene il contrario cioè il tronco è molto ridotto a favore di una chioma abbondante è possibile che il bambino tenda a idealizzare e a fantasticare per fuggire mentalmente a situazioni difficili da gestire. Le nette sproporzioni tra tronco e chioma sono la spia di qualche malessere. In questo disegno di una bimba di 9 anni la chioma non è presente e la configurazione sembra suggerire un concetto molto filosofico: quello che sta in basso (radici) si rispecchia anche in alto (rami tronchi). Inoltre il cielo espresso in uno stile concentrico e centrifugo ripetuto ossessivamente ci indica che la bambina si trova in una situazione di isolamento.

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Ma vediamo alcune configurazioni tipiche di chiome. La chioma circolare sferica sulla sommità del tronco indica stati di tensione e alle volte paura della realtà, generalmente viene espressa da bambini piuttosto chiusi e che stanno sulle difensive, mentre una chioma  di tipo sferico, ma con tratto ondulato indica vivacità, flessibilità mentale e socievolezza. Una chioma  dal tratto  tremolante indica irritabilità e timore. Quando i rami sono ricoperti da una membrana circolare od ovale significa che il bambino ha scarso interesse per il contatto con  l’esterno, oppure ha dei  blocchi dovuti ad esperienze di rifiuto o derisione, oppure è timido. Una chioma ad arcate indica gusto per la forma e  buone maniere. La configurazione a palma si ritrova generalmente nei bambini riservati, mentre quella a chioma ricciuta si ritrova negli estroversi . La chioma a sacco pendente come la seguente disegnata da un bimbo di 7 anni indica  uno  stato energetico debole o situazioni di depressione.

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I rami  dell’albero esprimono l’equivalente simbolico delle braccia-mani  nella  persona, dunque la possibilità dell’individuo di agire sull’ambiente, la sua ‘presa’ su di esso. Rami spezzati o amputati evidentemente  significano che i tentativi del bambino di protendersi verso l’esterno e verso il suo ambiente  non sono stati per lui molto positivi. Questa configurazione  si ritrova in particolare  nei bambini turbolenti, o iperattivi che  vengono puntualmente bloccati nelle loro manifestazioni . I rami che tendono verso il basso  che ritroviamo nella tipologia arborea del salice piangente possono essere la spia di stati depressivi. Quando i rami provenienti da direzioni opposte si incrociano denotano nel soggetto stati di incoerenza e contraddizione. Una configurazione di rami armonica e proporzionata sia   a destra che a sinistra indica che il soggetto ha buone relazioni sociali e  che è in grado di gestire positivamente le frustrazioni. Le foglie, i fiori  e i frutti sui rami indicano sempre elementi positivi legati alla crescita e allo sviluppo del bambino, si legano infatti alla primavera e all’estate cioè alle fasi di eccitazione ed espansione del ciclo vitale (ottimismo, allegria, entusiasmo). Le foglie cadenti si legano alla stagione autunnale  e si connotano di una vena malinconica. Inoltre sono  legate alla fase di contrazione del ciclo vitale e denotano stati di tristezza e  di  ripiegamento su se stessi, come questo albero disegnato da un bimbo di 7 anni.

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Il prossimo post sarà dedicato all’esposizione di alcune griglie che si possono utilizzare per la lettura delle tracce grafiche e dei disegni. Se volete essere certi di  leggere la decima puntata potete iscrivervi alla newsletter del Taulab al link  http://www.tau-lab.com/newsletter

A presto

Teresa Cardarelli

 

CASA DOLCE CASA…..

In questo post vi presento una carrellata di case disegnate da bambini dai 6 ai 10 anni. La consegna presentata ai bambini era la seguente: ‘Disegna una casa come vuoi tu, poi aggiungi tutto quello che desideri, qualunque cosa tu faccia va bene’. L’obiettivo era quello di farli  esprimere liberamene perché non c’era valutazione, se non positiva di quello che avrebbero espresso. Alla fine le maestre furono sorprese della ricchezza espressiva di questi disegni. Ognuno aveva disegnato la casa per come la viveva o per come l’avrebbe desiderata. Nell’osservare un disegno bisogna fare attenzione a molte cose di cui vi parlerò specificatamente negli ultimi post dedicati alle griglie interpretative. Comunque, la regola d’oro da applicare sempre è guardare l’immagine nel suo complesso chiedendoci cosa proviamo nel guardarla, questo corrisponde alla ‘prima impressione’ che sarà poi da mettere in relazione con ciò che emerge applicando le griglie interpretative.

LA CASA ANTROPOMORFA CON UN VOLTO: la facciata della casa seguente corrisponde ad un viso con una espressione. Si tratta di   una  configurazione tipica dei bambini piccoli, quando viene espressa da bambini più grandicelli come in questo caso si lega emotivamente a come la persona vive in famiglia. In questo disegno eseguito da una bambina di 9 anni, l’espressione della casa, declinata al femminile come indicano le lunghe ciglia, è spaventata e tutta la situazione indica pericolo:la nave, anch’essa simbolo della casa, speronando la collina sembra destinata a calare a picco e a mettere in pericolo la stabilità della casa stessa, le 3 bambine sulla destra in basso con i piedi nell’acqua osservano preoccupate la scena, ma non possono parlare perché non hanno la bocca. Da notare il forte contrasto tra l’atmosfera preoccupata del disegno e la scelta di colori pastello e di linee generalmente morbide, indici questi di armonia e tranquillità. Questa bambina  viveva una situazione familiare  confusa e poco rassicurante,  ma  nei confronti dell’esterno faceva buon viso a cattivo gioco. 1

LA CASA SOSPESA: si tratta di una casa in cui manca qualunque  linea di terra cioè manca appoggio, radicamento e sicurezza, come in questa  molto curata che si trova su di una nuvola in cielo. La disegnatrice è però una bambina molto creativa e resiliente che cerca di far fronte positivamente  alle sue difficoltà. Questa è la bellissima casa della sua fantasia, quella che desidererebbe, dove lei sorridente sta sulla porta di casa.

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LA CASA SCATOLA :molto squadrata  e angolosa con pochi dettagli e un tetto piuttosto schiacciato o inesistente, sembra appunto una scatola.  Indica problemi di adattamento del bambino  a situazioni   familiari complesse. Questa casa sotto disegnata da una bambina di 10 anni ha il tetto schiacciato e pendente che indica costrizione, inoltre nonostante la scritta ‘welcome’ sulla staccionata è piuttosto lugubre nei colori, preannunciando un futuro poco rassicurante  (anno 2031). Gli elementi positivi sono costituiti dalle 3 finestre azzurre e in particolare da quella ovale sul tetto indice di risorse creative.

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LA CASA FANTASMA O SPETTRALE: alle volte queste case sono realizzate con tratti tremolanti e sono piuttosto lugubri. Questa configurazione è abbastanza rara e indica che nella famiglia ci sono tabù e non detti che il bambino in qualche modo percepisce e che lo rendono emotivamente molto instabile.

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LA CASA TRASPARENTE: Le trasparenze in genere  sono legate a un tipo di pensiero concreto e primitivo.Nel caso della casa le trasparenze si esplicitano nella visione delle stanze, dei  mobili o del le persone al suo interno. Questo può essere un campanello di allarme se il disegno è eseguito da bambini grandi, perché indica problemi legati all’identità  personale. Mentre questa configurazione non si connota negativamente nei disegni dei più piccoli, dove si riscontra anche con maggior frequenza, come nell’esempio sotto eseguito da un bimbo di 6 anni.

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LA CASA CASTELLO: somiglia più a un castello che a una casa  e alle volte ci sono delle torrette merlate. Indica personalità forte e decisa, ma anche senso di isolamento, oppure può indicare un bisogno di difesa da qualcuno o da qualcosa. Questa è stata disegnata da un bambino di 9 anni da notare la presenza della porta e il viale di accesso per entrare, ma non ci sono finestre il che significa che quando si è dentro il castello si è totalmente isolati .

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LA CASA PRIGIONE:  è quella con tutte le finestre sbarrate e alle volte anche senza maniglia alla porta per entrare. Qui  il bambino vive in famiglia o anche a scuola  sentendosi  costretto e non valorizzato.

LA CASA INCOMPLETA: questo tipo di casa viene solitamente disegnata su un lato del foglio con solo un muro che la delimita,  l’altra parte della casa si intuisce al di fuori del foglio. Indica mancanza di spazio vitale, ma più spesso ha a che vedere con l’esclusione di  membri della famiglia.

LA CASA MULINO BIANCO : è la casetta dei sogni, bella e molto curata con ogni cosa al suo posto. Generalmente se il disegno nel suo complesso trasmette serenità,senza essere esageratamente dettagliato  è segno che il bambino si sente bene in famiglia e con se stesso. Quando la casa è ossessivamente abbellita è segno di un desiderio inappagato. Questa è stata disegnata da una bambina di 10 anni .

LA CASA DIROCCATA:  è una casa  che ha subito dei danni visibili  al tetto  o alle finestre, oppure le pareti hanno visibili crepe. Bambini che disegnano queste configurazioni vivono problemi legati alla salute dei familiari o di salute personali, oppure hanno subito dei lutti. Alle volte  l’intera famiglia vessa in condizioni precarie. Questa è stata disegnata da un bambino di 10 anni con molti problemi.

 

LA CASA CONDOMINIO: è il classico alto palazzo con porta e molte finestre. Raramente i bambini disegnano questa configurazione  anche se abitano in un condominio a meno che la consegna non sia specificatamente ‘disegna la casa dove abiti’. Se chiedendo semplicemente  il disegno di una casa  salta fuori un condominio siamo in presenza di bambini particolarmente  socievoli o con alte ispirazioni. Mi è capitato anche il caso di un bambino che realizzò questa configurazione alla morte prematura del padre, l’alto condominio serviva a raggiungerlo in cielo.

LA CASA ROULOTTE: è una casa con sotto le ruote disegnata spesso da  bambini i cui di genitori per motivi di lavoro o familiari devono spostarsi da un posto all’altro. In genere questi bambini vivono dei conflitti territoriali perché non si sentono radicati. Questa con 3 ruote rosse è la casa  disegnata da un bimbo di 6 anni.

LA CASA CON 2 BLOCCHI E 2 PORTE :è la casa che si estende in orizzontale su 2 blocchi collegati , a ogni blocco corrisponde una porta. Questa configurazione può indicare conflitti tra i genitori o separazioni, oppure  anche conflitti tra fratelli, come in questo disegno di una bimba di 7 anni. Recentemente ho potuto constatare che  i bambini di  genitori separati spesso disegnano due case vicine e molto simili

CASA IN CUI MANCA LA PORTA O  MANCANO LE FINESTRE: segno di chiusura, problemi relazionali e di adattamento della famiglia nel suo complesso.

LA CASA SULL’ALBERO: Questa tipologia non è molto frequente. In questo caso specifico disegnato da una bambina di 10 anni il terreno/territorio non sembra essere molto ospitale,  oltre all’albero che peraltro è completamente spoglio ci crescono solo dei funghi rossi, forse velenosi. La casa sull’albero dunque indica un bisogno di appoggio della famiglia nel suo complesso. Alle volte si tratta di famiglie non ben integrate nel tessuto sociale. I piccoli animali racchiusi nell’albero cavo indicano bisogno di protezione dunque l’albero  costituisce  nel medesimo tempo una casa e un appoggio. 

CASE CON O SENZA CAMINO : Solitamente, il camino come elemento accessorio della casa compare solo dopo i 7 anni. La presenza di un camino fumante  (se il fumo non è nero pesto o eccessivo) è solitamente segno che in casa si respira un clima accogliente e  caloroso.

LA CASA IN PROSPETTIVA: è spesso segnale di instabilità emotiva legata a condizionamenti famigliari che creano ansia e sfiducia nel bambino. In questa disegnata da una bambina di 10 anni  la casa è l’unico elemento del paesaggio ed esprime un sentimento di solitudine nonostante i colori chiari e solari.

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LA CASA RECINTATA : se il recinto non è totalmente chiuso, indice che il bambino vive o percepisce  una situazione di isolamento , esso  è un elemento che segnala  bisogno di sicurezza .

LA CASA COLLEGATA A STRADA : le strade possono essere di tanti tipi. Ondulate, tortuose, lineari, biforcate, chiuse, ecc. Di per sé la strada che collega la casa con l’esterno  è un elemento positivo. Alle volte una strada biforcata può indicare che il bambino fatica a scegliere o che deve prendere una non facile decisone, se la strada si interrompe bruscamente o è chiusa, il desiderio di relazionarsi del bambino  è reso difficile o è difficile. Questa è stata disegnata da una bambina di 7 anni che si trovava a vivere in due case.

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CASE IN PERICOLO: queste case possono essere  sotto una tempesta o vicino ad un vulcano che spruzza lava o sotto ad una cascata o ad un albero molto inclinato nella loro direzione. Indicano comunque  una situazione di timore da parte del bambino che qualcosa o qualcuno possa toglierli le sue sicurezze  materiali o  affettive. Questa è stata disegnata da una bimba di 9 anni e il fatto che la piccola senta il bisogno di essere protetta da qualcosa che sente come minaccioso è indicato anche dalla casa piccola all’interno della casa più grande, potremmo dire dalla casa Matrioska.

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CASE MOLTO PICCOLE O IN LONTANANZA: quando nell’economia del disegno la casa è molto piccola, in lontananza o residuale rispetto ad altri elementi del paesaggio ciò può indicare lontananza affettiva.  Il bambino non si sente abbastanza amato e considerato, oppure  un genitore o una persona di famiglia è venuto a mancare. Questa è di una bambina di 9 anni.

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 CASA DOLCE CASA:   case  più o meno creative  sono le case di bambini  che vivono realtà familiari sostanzialmente serene, che si sentono amati e con una buona autostima. La prima è di una bimba di 6 anni, la seconda  e la terza di due bambine  di 10. Anche quella in apertura rientra in questa tipologia.

 

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La prossima uscita sarà dedicata alle tipologie di alberi disegnati da bambini tra i 6 e i 10 anni e le ricche simbologie espresse. Se volete essere sicuri di non perdervi questa interessante puntata iscrivetevi alla newsletter a questo link  http://www.tau-lab.com/newsletter

A presto   M. Teresa Cardarelli

CASE ED ALBERI NEI DISEGNI DEI BAMBINI DAI 6 AI 10 ANNI

L’importanza dei simboli per l’essere umano è ormai una consapevolezza largamente acquisita e in particolare lo è per i bambini, considerando la natura del loro ‘pensiero magico’. Proviamo con la parola CASA e facciamo qualche associazione. CASA a livello simbolico può far pensare a MAMMA, perché CASA è contenimento, involucro, protezione. Si sta nella casa come si è stati per nove mesi nell’ utero materno. CASA fa anche pensare a FAMIGLIA. La famiglia vive nella casa e il bambino si relaziona in questo luogo/spazio per la gran parte del suo tempo. Dunque, il disegno libero della casa ci parla del tipo di contenimento e del clima che il bambino respira in famiglia, ci parla di come è o di come si vorrebbe la propria famiglia. La CASA simbolicamente si relaziona anche al CORPO. Si abita in una CASA come si abita in un CORPO questo ha a che vedere con la percezione di sé. Negli anni ho potuto constatare come le tipologie di case espresse dai bambini siano veramente tante: dalla Casa-Castello, alla Casa-Scatola ne passeremo in rassegna un’ampia gamma, cercando di esplicitarne i messaggi. Ora alcuni disegni che esplicitano chiaramente le associazioni simboliche appena menzionate. Quello in apertura è il disegno di un bambino di terza elementare ‘Quando ero nella pancia della mamma’. Nel disegno la grande pancia della mamma, volutamente sproporzionata rispetto alla testa e agli arti, costituisce una sorta di casa all’interno della quale il bambino è racchiuso. Interessante notare le proporzioni dei due corpi che ci indicano che il disegnatore si percepiva già piuttosto grande nel grembo materno, si trattava infatti di un bimbo molto responsabilizzato dagli adulti. Nel seguente disegno libero di una bimba di terza elementare si vede molto chiaramente l’aspetto antropomorfo della casa che qui è rappresenta come un volto semiovale dall’espressione stralunata e triste. Le lunghe orecchie appuntite ci narrano di un’autostima carente. La bambina ci sta parlando di se stessa in relazione alla sua famiglia. La casa mette in evidenza una relazione vissuta come problematica, tutte le finestre sono sbarrate come quelle di una prigione. L’albero di destra rosso rappresenta simbolicamente la figura paterna, quello di sinistra verde la figura materna e la bambina-casa/volto si trova in mezzo ai due. La sottolineatura delle cortecce degli alberi composte di tanti quadrati indicano una posizione di difesa da parte degli adulti, gli alberi senza chioma, ma forniti solo di stecchi spogli e grigi indicano la mancanza di risorse: la bambina si trovava al centro di un conflitto di coppia e ne soffriva. Che il disegno esprima disagio e sofferenza lo si nota anche da un primo e rapido sguardo, anche se i colori sono accesi e marcati e questo succede spesso quando i bambini, per amore, fanno buon viso a cattivo gioco.

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Il disegno successivo eseguito con le cere da una bimba di nove anni rappresenta la casa dove lei vorrebbe abitare. E’ molto evidente come la casa dei suoi sogni abbia le fattezze stilizzate di un corpo sinuoso e un po’ accovacciato, ricolmo di colori armoniosamente accostati. Il tratto puntuto utilizzato per la linea di terra ci racconta però di una realtà percepita come piuttosto scomoda. Della spiccata creatività espressa nella casa non vi è nessuna traccia nell’albero a destra che è in proporzione molto piccolo e marginale. La piccola artista era una bimba molto creativa, ma che cercava sempre di passare inosservata. E’ chiaro che quando l’originalità non viene apprezzata dal proprio entourage il bambino tende ad adattarsi e a non mostrarsi. L’albero dunque rappresenta come lei si pone nei confronti degli altri ,mentre il disegno della casa rappresenta la sua più genuina e creativa interiorità, quella che poi lei espresse durante i laboratori di arte terapia.

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Ora focalizziamoci su qualche associazione simbolica relativa all’ ALBERO. L’ALBERO può far pensare all’ ESSERE UMANO. Ci sono moltissime similitudini tra noi e gli alberi: le radici sono i nostri piedi che poggiano sulla terra, anche se non sono ad essa ancorati in maniera fissa; nel nostro corpo c’è un tronco, dove risiedono i nostri organi vitali; i nostri rami sono costituiti dalle braccia e dalle mani, e anche noi abbiamo sulla testa una chioma, più o meno rigogliosa. Come il sangue scorre nelle nostre vene, scorre la linfa nell’albero. Come l’albero, respiriamo, inspiriamo ossigeno ed espiriamo anidride carbonica, l’esatto inverso di quel che fa la pianta che si nutre di anidride carbonica producendo ossigeno: le respirazioni sono complementari. Come l’albero abbiamo bisogno di calore per crescere: il calore del sole per l’albero e per gli esseri umani il calore e l’affetto che viene dai genitori. Sotto vedete un disegno di un bambino di 7 anni eseguito con i colori a cera. L’ albero ha sembianze decisamente umane con due rami-braccia ai lati. L’ho chiamato ALBERO CROCE molto significativo per il suo simbolismo, infatti il bambino viveva in un ambiente familiare molto conflittuale e ne soffriva parecchio. Anche in questo albero la corteccia è rimarcata per cui lui cercava di difendersi.

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L’ albero che segue, l’ho denominato ‘SAN SEBASTIANO’ perché mi ricorda la famosa iconografia del santo a motivo dei 7 rametti che sembrano delle frecce conficcate nella corteccia. La chioma – testa piuttosto schiacciata indica uno stato di costrizione, poi sono espresse le radici molto piccole in rapporto alla sua altezza. Siccome l’albero è anche il simbolo del sé, cioè degli aspetti più autentici della personalità, la bambina attraverso di esso ci parla della situazione in cui si trova coinvolta.

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ALBERO fa pensare anche a FAMIGLIA, infatti esiste L’ ALBERO GENEALOGICO che si riferisce a tutti quelli che ci precedono a partire dai genitori, poi i nonni, per arrivare ai bisnonni , ai trisavoli e così via, fino a dove giunge la memoria. Noi siamo il prodotto di molte generazioni e spesso siamo legati a persone del nostro albero da vincoli invisibili ed inconsapevoli , ma molto attivi. Qui sotto vediamo l’albero genealogico di una bambina di 6 anni eseguito insieme alla sua famiglia con faccine di pasta e sale. Ognuno aveva riprodotto se stesso, poi i genitori insieme ai figli avevano rappresentato i nonni paterni e materni. Interessante è notare le diverse espressioni delle faccine. L’espressione della bimba che si era messa tra i due fratelli maschi essendo la secondogenita è tra lo stupito e il perplesso e si associa all’espressione perplessa della madre a destra, i due fratelli invece hanno la stessa espressione sorridente del padre a sinistra. L’unica persona dall’espressione triste è il nonno materno morto giovanissimo senza aver conoscioto né figlia né nipoti.

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Tantissime sono le tipologie di alberi e case disegnate dai bambini e nel prossimo articolo ne vedremo un’ampia carrellata. Per non perdervi la prossima puntata di ‘ Comprendere i bambini attraverso i loro disegni’ potete iscrivervi alla newsletter del Taulab a questo link:

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A presto

Teresa Cardarelli

QUANDO GLI ADULTI CI METTONO IL NASO

Fino ai 5/6 i bambini disegnano spontaneamente e in genere  le loro produzioni sono altamente espressive e creative in quanto utilizzano naturalmente le facoltà dell’emisfero destro del cervello che è preposto  a questo tipo di funzione.  Inoltre  si esprimono liberamente e con efficacia perché gli adulti non intervengono ancora a dare consigli. Le cose spesso cambiano con l’ingresso alla scuola elementare perché molti genitori ed insegnanti si aspettano che i bambini di questa età comincino a disegnare quello ‘che gli  occhi vedono’, cioè ad esprimersi secondo il così detto  ‘realismo visivo’.  In realtà è solo  a partire  dai 10/11 anni  che i bambini si  avvicinano  ai modelli visivi in maniera spontanea, desiderando riprodurre le cose come si vedono, anche se vi sono le debite eccezioni. Purtroppo, la richiesta anticipata di questa modalità da parte degli adulti costituisce una forzatura che può andare ad incidere sul desiderio del bambino ad utilizzare questo mezzo espressivo così importante per il suo sviluppo. In tanti anni di lavoro sul campo ho visto che il blocco sul disegno è maggiore  tra i bambini dagli 8 ai 10 anni che in quelli dai 3 ai 7, raggiungendo l’ apice  tra i ragazzi dagli  11 ai 13 anni. Se mettiamo a confronto  disegni di  bambini di età prescolare con quelli realizzati successivamente ci possiamo accorgere che i secondi  risultano spesso  stereotipati  come ben dimostra il disegno di apertura eseguito da una bambina di 7 anni, su richiesta. Quando il bambino percepisce che il suo disegno è sgradito  o ‘fatto male’ tende a non disegnare più  e tanto meno spontaneamente. Quando i bambini sarebbero pronti ad affrontare le modalità del disegno dal vero alla scuola media,  questo non viene  insegnato. Non a caso la stragrande maggioranza degli adulti  è in grado di disegnare solo come quando aveva 9 o 10  anni e si guarda bene dal farlo. Progredire nelle competenze grafiche è possibile ed auspicabile però al momento giusto e utilizzando tecniche apposite che, per esempio, nel mondo anglosassone sono ampiamente utilizzate dagli anni 70. In particolare mi riferisco al disegno eseguito potenziando le competenze dell’emisfero  destro del cervello. Infatti è in questo emisfero che  risiede la competenza relativa all’espressione grafica,  insieme a tutte le competenze relative ai linguaggi non verbali che corrispondono  al 93% della nostra  comunicazione.  Allora come mai verso i 10 anni quando la maggioranza dei bambini desidererebbe spontaneamente disegnare ciò che vede fatica a farlo e spesso smette di disegnare? A partire dalla pubertà nella maggioranza delle persone l’emisfero sinistro diventa dominante per cui quando questo emisfero si ‘intromette’ in una funzione che non gli compete come quella del disegno, finisce per fallire. L’emisfero sinistro è specializzato nelle funzioni verbali, logico-matematiche, temporali, simboliche, astratte, razionali, ma se la cava piuttosto malamente con linee, superfici, curve e  profondità,  tutti elementi che stanno alla base delle espressioni grafiche. Dal mio punto di vista  prima dei 10 anni non bisognerebbe proporre ai bambini il disegno dal vero a meno che  non ci sia   precisa richiesta ed inoltre bisognerebbe incoraggiare la libera espressione grafica.  A tal proposito un  problema registrato alla scuola elementare riguarda la coloritura di schede già predefinite graficamente. E’ notorio che la stragrande maggioranza delle schede, peraltro spesso anche poco nitide e nerastre per effetto della fotocopiatura, vengono colorate dai genitori dopo cena, dopo infiniti litigi con i figli che si rifiutano spesso di farlo. Sinceramente non posso dar loro torto in quanto colorare queste schede è un vero e proprio insulto all’intelligenza e alla creatività.  Una cosa molto più utile  sarebbe  quella di far illustrare dei testi, oppure  incoraggiare il disegno libero insegnando diversi tipi di tecniche. Interessandoci ora al disegno dei bambini dai   6 ai 10   anni  è necessario sottolineare  che  vi sono contenuti grafici particolarmente significativi come la famiglia, la figura umana, la casa e l’albero che compaiono in modo spontaneo quando un bambino  di questa età disegna. In particolare  la CASA e l’ ALBERO sono temi rilevanti, perché da un punto di vista simbolico contengono significati profondi anche in merito alla famiglia e alla figura umana. Essi  rimandano a significati relativi a come un bambino vive nella sua  famiglia e alla percezione che ha  del proprio  corpo. I disegni della casa e dell’albero sono stati e ancora vengono usati in ambito diagnostico come veri e propri test proiettivi, ma l’approccio che qui  propongo, nell’utilizzare il disegno del bambino quale strumento di libera espressione per aiutarci a comprenderlo meglio, è meno rigido e più completo.  E’ chiaro che in questo tipo  di valutazioni la soggettività dell’osservatore è sempre presente,  dunque ogni lettura deve venire proposta con umiltà , ma anche con competenza,  perché  l’esperienza in questo campo è fondamentale per avere  sensibilità adeguata e occhi che sappiano vedere. Nel campo delle scienze sociali ci sono ancora studiosi  e ricercatori che pretendono  di dare una veste  oggettiva  al loro operato anche  attraverso l’utilizzo di  test, ma  mi sembra palese che l’aspetto soggettivo di colui che osserva un fenomeno o che fa un esperimento non è mai eludibile. Umiltà, esperienza e competenza sono gli ingredienti per cercare di comprendere e conoscere e soprattutto asteniamoci dal dare consigli ai bambini quando disegnano spontaneamente.

Non perdetevi la prossima puntata sui disegni di alberi e case iscrivendovi alla newsletter del Taulab al link seguente http://www.tau-lab.com/newsletter

A presto M. Teresa Cardarelli

ANIMALI E MOSTRI CHE PASSIONE !

Oltre ai volti e alla figura umana un altro tema molto amato dai bambini dai 3 ai 5 anni, ma anche oltre, sono gli animali e i mostri. Il loro disegno passa attraverso un periodo di sviluppo simile a quello che si incontra nella figura umana. Tra gli animali i soggetti preferiti sono i quadrupedi, gli uccelli, le farfalle e i pesci, ma troviamo anche ragni e serpenti e soprattutto animali preistorici. Da molti anni i dinosauri spopolano anche a motivo dell’interesse scientifico per queste creature estinte. Tra i mostri troviamo gli animali modificati oppure alieni e robots. La rappresentazione di animali esprime quasi sempre elementi legati alla sfera istintuale e simbolica del bambino cioè ci parla del suo lato inconscio e non consapevole. Mentre la rappresentazione dei mostri tende ad esorcizzare le paure, oppure a scaricare stati di tensione molto forti. Uccelli farfalle e pesci quando sono molto colorati, sono indice di tranquillità interiore e sicurezza, cani e gatti e animali domestici in genere esprimono il desiderio del bambino di essere coccolato, i cavalli esprimono un desiderio di libertà e movimento, mentre le bestie feroci e alle volte anche i dinosauri indicano stati d’ansia e preoccupazioni, infine ragni e serpenti inquietudini pulsionali. Nella mia esperienza ho notato che molti bambini che disegnano creature mostruose, robot o alieni in maniera continuativa, cioè generando vere e proprie forme di stereotipia grafica hanno spesso problemi familiari di varia natura. Possono essere figli di coppie separate o molto conflittuali, oppure si tratta di bambini che hanno perso un genitore, oppure bambini che vivono molto negativamente la loro esperienza scolastica. La caratteristica che emerge da queste figure mostruose è l’aggressività che si manifesta nei tratti del volto o nelle situazioni che li vedono coinvolti come combattimenti, uso di armi, sangue e morte. In questo animale marino non ben identificato disegnato con le cere da un bimbo di 5 anni le lunghe zampette servono per gli spostamenti sott’acqua. Si tratta di una forma primaria costituita da un nucleo con le sue propaggini.

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Il successivo disegno eseguito da un maschio di 5 anni con i pennarelli, è una biscia d’acqua che sta mangiando un pesciolino rosso. Da notare i diversi andamenti delle linee che rappresentano l’elemento acqua. Nel primo caso i segni sono piuttosto caotici e confusi realizzati da un bambino con problemi legati alla sfera del linguaggio, nel secondo caso l’andamento delle linee azzurre e verdi e viola ricordano il movimento fluttuante delle onde.

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In questo disegno di una bambina di 5 anni vediamo un grande dinosauro marrone dalla lunga coda, molto interessante perché stilizzato armoniosamente. Il dinosauro è senza volto e sta spostando dei sassi arancioni che simbolicamente rappresentano le responsabilità che questa bambina si sentiva sulle spalle. Purtroppo ci sono bambini che sopportano dei pesi eccessivi per la loro età e che crescono troppo in fretta . Anche l’uso massiccio del colore marrone nei bambini piccoli può essere un segnale di questo problema.

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Nella ‘Principessa cavalla’ disegnata da una bimba di 5 anni il desiderio di libertà e di esplorazione della realtà è reso dalla scelta dell’animale che si capisce essere l’interprete di una fiaba di fantasia. Da notare lo stile espressivo libero della bimba che colora di rosa i tronchi di due alberi.

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Il disegno in apertura ‘Due Mammuth’ eseguito da un bimbo di 5 anni e mezzo denota nei tratti uno stato di agitazione e necessità di delimitare dei confini. Si trattava di un bambino con problemi relazionali dovuti all’eccessiva aggressività. Anche i disegni di mostri ed alieni spesso sono sintomi di questo tipo di problematiche. I due successivi di un maschio di 5 anni e mezzo mettono simbolicamente in scena il rapporto molto conflittuale dei genitori separati.

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Per concludere i disegni dei bambini fino ai 6 anni, sono generalmente diretti e spontanei, altamente espressivi e creativi per due ordini di motivi: i bambini piccoli utilizzano spontaneamente le facoltà dell’emisfero destro del cervello che è preposto a questo tipo di funzione e sanno esprimersi liberamente e con efficacia perché gli adulti non intervengono ancora a dare consigli. Per questo le tracce grafiche rappresentano per noi adulti uno specchio veritiero che dovremmo guardare con amore ed attenzione.

Nel prossimo post il disegno dai 6 ai 10 anni. Se volete essere certi di non perdervi le prossime uscite sul blog iscrivetevi gratuitamente al link seguente: http://www.tau-lab.com/newsletter

A presto

M.Teresa Cardarelli