LEGGERE GLI SCARABOCCHI E LE TRACCE GRAFICHE CON LA TEORIA DEGLI STILI PRENATALI

Sugli scarabocchi si registrano commenti contrastanti: da ‘Sono i paciughi dei piccoli e non significano nulla’ a ‘Sono l’arte gestuale pura dei più piccoli’. Resta il fatto che per molti gli scarabocchi risultano segni piuttosto misteriosi. Il gesto che produce lo scarabocchio è movimento e il movimento è espressione corporea ed emozionale. Per cercare di codificare tali espressioni ci può venire in aiuto la teoria degli stili prenatali, secondo la quale le arti continuano un’educazione iniziata in rappresentazioni sensoriali nel grembo materno. (Guerra Lisi Stefania, Stefani Gino ‘Gli stili prenatali nelle arti e nella vita, Borla ed.) La vita prenatale è vita ed esperienza a tutti gli effetti per ogni essere, queste sono le nostre memorie, quelle che ci portiamo dentro. Tutti all’inizio siamo stati un piccolo conglomerato di cellule, una morula nel liquido amniotico, cioè un PUNTO . Il primo tipo di movimento che abbiamo sperimento e registrato come PUNTI è il CONCENTRICO-PULSANTE che si connota per essere un movimento circolare intorno ad un perno fisso.Il PUNTO lo ritroviamo anchenel movimento RITMICO-STACCATO che corrisponde al piacere di protendersi e del ritrarsi, quando la morula diventa un feto con le sue propaggini (testa,braccia, gambe). Infine il PUNTO è presente nella CATARSI della nascita, identificandosi come punto di distacco alla base della schiena, nel momento delle doglie espulsive. Il movimento della morula nel liquido amniotico, oltre ad essere CONCENTRICO, è anche DONDOLANTE (avanti e indietro) e questo ci ha fatto sperimentare la LINEA. Lo sviluppo della LINEA lo troviamo in particolare quando il feto con gli arti inizia a produrre movimenti MELODICI in assenza di gravità. Dal piacere di lasciarsi andare, tipico dello stile dondolante, si passa al compiacimento di produrre effetti dello stile melodico. Lo sviluppo graduale degli arti e la tonicità del movimento ci ha portato ad una articolazione sempre più ampia fino al rotolamento del corpo intero espresso dal movimento ROTEANTE. Infine, l’ esperienza della SUPERFICIE è legata alla rappresentazione di onde di pressione su tutta la pelle. Questa dimensione l’abbiamo percepita nel ventre materno ,quando il nostro corpo ormai grande era molto limitato nei movimenti. In questa fase aumentano i movimenti oculari e il ‘sonno fetale attivo’, cioè i movimenti diventano psichici. Prima della CATARSI della nascita, quando il bambino diventa prigioniero dello spazio, la natura gli offre così la risorsa dell’IMAGO-AZIONE . Nella nostra vita prenatale abbiamo dunque fatto esperienza concreta e motoria di cosa è siano punto, linea e superficie, elementi questi che costituiscono i parametri fondanti di qualunque espressione grafica,dunque anche degli scarabocchi.I movimenti che abbiamo sperimentato nel ventre materno, con le loro connotazioni emozionali si possono riassumere così in sette stili.

1-STILE CONCENTRICO-PULSANTE : è l’origine della vita, il punto, il nucleo che si espande, l’individuo centrato su se stesso, il sentirsi al centro, la meditazione. Il centro che si muove intorno ad un perno fisso. In arte i tutti i mandala, per esempio i rosoni delle chiese. Qui un paio di scarabocchi in stile concentrico eseguiti spontaneamente da due maschietti di 3 anni. I punti ed i cerchi espressi con i pennarelli vengono ripetuti creando un andamento di tipo concentrico.

2 – STILE DONDOLANTE: è lasciarsi andare, abbandonarsi, dondolare, cullarsi come movimento consolatorio.Esprime il bisogno di contenimento ed è lo stile della dipendenza, tipico dell’infanzia e dell’adulto problematico. In arte molte decorazioni liberty sono dondolanti. Questo scarabocchio di una bimba di 3 anni ha andamenti tipici di questo stile.

3 –STILE MELODICO: si lega alle aspirazioni e alle fantasie, è melodia, armonia, risonanza con l’ambiente circostante, piacere di produrre effetti, bramosia ascensionale. ‘La Primavera’ di Botticelli’ esprime uno stile melodico nella postura delle figure rappresentate, come lo esprime lo scarabocchio di questa bimba di 3 anni nell’ascensionalità del segno arancione.

4 -STILE ROTEANTE: è lo sviluppo del concentrico che si delinea in  forme a spirale (trottola, giostra, piroetta, vortici, turbini, volteggi) Indica il desiderio di libertà, la perdita del controllo, l’onnipotenza, l’estasi mistica, il valzer. Nelle arti visive lo stile roteante è tipico della pittura futurista e cinetica ed anche di questo scarabocchi eseguito spontaneamente da un bimbo di 3 anni con i pennarelli.

 

5- STILE RITMICO-STACCATO: ha a che vedere con l’ esplorazione dello spazio in un andirivieni, alla ricerca di sensazioni. E’ lo stile della crescita e dell’intenzionalità. E’ il piacere del comparire e dello scomparire, dell’allungarsi e del ritrarsi, produce un movimento segmentato (battiti, salti , colpi, avanti e indietro). In arte lo troviamo espresso nel cubismo e anche nello scarabocchio rosso-nero di questo bimbo di 3 anni.

6- STILE DELL’IMAGO-AZIONE: qui l’informale prevale sulla forma. Il corpo diventa prigioniero dello spazio. I movimenti dunque sono psichici:immaginazione, caos, viaggio, sogno, disorientamento, attesa, proiezioni e previsione dell’imminente cambiamento. E’ lo stile della crisi che preannuncia la catarsi della nascita. In arte molta pittura informale e contemporanea hanno queste caratteristiche, in campo più figurativo troviamo le opere di Chagall e Bacon. Anche questo scarabocchio multicolore di una bimba di 3 anni rientra in questa tipologia.

7 –STILE CATARTICO: corrisponde al direzionamento, al travaglio e alla nascita. Da un punto di vista motorio si parla di accentuazioni ritmiche, scarica, forza di gravità. Nella nascita si memorizza che il piacere è proporzionale allo sforzo. In arte l’action painting di J.Pollock esprime uno stile catartico, come questo scarabocchio intitolato ‘Fuochi d’artificio’ eseguito da un vivace maschietto di 3 anni e mezzo.

Se volete essere certi di non perdervi la prossima puntata relativa all’espressione della figura umana, potete iscrivervi alla newsletter a questo link http://www.tau-lab.com/newsletter

A presto

M. Teresa Cardarelli

QUANDO LA MINDFULNESS SI SPOSA CON L’ ARTE EFFIMERA

La recente esperienza che si vuole presentare scorge una contaminazione tra arte e psicologia, più precisamente tra l’Arte Effimera (declinata mediante i Mandala) e la tecnica della Mindfulness. Tra queste discipline ci sono tanti punti in comune e questo ci ha consentito, di proporre un percorso esperienziale per adulti su un duplice binario: artistico /espressivo e psicologico / di crescita personale.

L’arte effimera è un’arte, un fare che ha una durata temporanea (dal greco epì- ed emèra, “dell’arco di un giorno”). Interpreta il massimo della transitorietà e della concretezza stringente dell’opera realizzata e del materiale usato. Anche oggi, in oriente, i mandala vengono realizzati dai monaci per motivi rituali e simbolici e successivamente dissolti o dispersi perché il fine ultimo non è l’opera in sé, ma il processo meditativo che ne sta alla base.

Questa tipologia di espressione artistica è stata appunto scelta, in virtù delle sue caratteristiche, poiché si sposa molto bene a livello concettuale con la disciplina della Mindfulness. Quest’ultima condotta dal medico Kabat-Zinn, dall’Oriente in Occidente, ha poi ottenuto un largo consenso nella comunità scientifica.

La mindfulness è una tecnica che rientra in un approccio terapeutico chiamato con l’acronimo ACT (Acceptance and Commitment Therapy) e la sua matrice scientifica è di origine cognitivo comportamentale, ma oggi viene ampiamente utilizzata anche in ambito non strettamente clinico.

L’ACT ha come scopo principale l’accettazione di esperienze, emozioni, pensieri e la messa in atto di azioni coerenti con i propri valori personali. La mindfulness è una tecnica che permette di acquisire consapevolezza del momento presente.

Capita infatti ad alcune persone di avere qualche difficoltà e di non riuscire a vivere il tempo presente, ma di pensare costantemente al futuro, anticipando i problemi e preoccupandosi in sostanza di tutto e tutti. Altre persone invece tendono a rivivere esperienze spiacevoli del passato, si rammaricano per situazioni già vissute che non possono modificare, si colpevolizzano per come sono andate le cose. La pratica quotidiana della mindfulness aiuta a vivere nel presente senza tentare di scacciare i propri pensieri e le proprie sensazioni.

Nel percorso laboratoriale proposto il focus muove da un processo cognitivo, ovvero dal prestare attenzione al qui ed ora, in maniera consapevole e non giudicante. Il primo ancoraggio per restare nel presente è connettersi all’esperienza corporea, in particolare alla presenza del proprio respiro. Esso infatti diventa centrale, come anche tutte le sensazioni fisiologiche e corporee sulle quali si lavora concretamente durante le sessioni di mindfulness.

In ogni incontro sono stati sperimentati due momenti: uno iniziale, dedicato ad un esercizio di pratica esperienziale di mindfulness, basato su una metafora scelta ad hoc per esplorare i sei processi dell’esagono della flessibilità del modello ACT (1.Contatto con il momento presente; 2.Valori; 3.Azione impegnata; 4. Sé come contesto; 5. Defusione; 6. Accettazione). La metafora consente, di accedere ad una visualizzazione in una cornice meditativa. Mentre il secondo momento è stato dedicato alla ricerca espressiva mediante l’arte effimera, effettuata individualmente e/o in gruppo e applicata ai mandala. Anche nel nostro percorso, di tutte le produzioni realizzate non è rimasto nulla di duraturo. Bensì rimane l’esperienza che si vive e che si sta attraversando in quel momento, le emozioni, gli echi e le suggestioni; un ponte emotivo tra gli incontri tematici e l’esperienza quotidiana.

Bibliografia :

Siegel D.J.,Mindfulness e cervello, Raffaello Cortina Editore

Schwartz, J. (1997). Il cervello bloccato. Longanesi – Milano

Stefania Mele (2010) La relazione mente-corpo. Embodiment, mindfulness, neurofenomelogia.di Mele Stefania. Libreriauniversitaria.it

La presente relazione è stata tenuta dalla psicologa Monia Schiavo nell’ambito degli Open days svoltisi al TauLab nel settembre 2016.

DAI MANDALA ALLA SCRITTURA CREATIVA

DOPO I MANDALA VISIVI E I MANDALA SONORI I MANDALA RACCONTANO….

BRANO DI SCRITTURA CREATIVA REALIZZATO A PARTIRE DAI TITOLI ATTRIBUITI DAI VISITATORI AI MANDALA IN MOSTRA, DURANTE GLI OPEN DAYS DI SETTEMBRE AL TAULAB.

 

VOGLIA DI VITA

LA TARTARUGA SPAZIALE CON LO SCUDO

INTRAPRESE UN VIAGGIO CIRCOLARE…UNA R-IVOLUZIONE

ATTRAVERSO IL TERZO OCCHIO.

A QUEL PUNTO LE SPUNTARONO LE ALI DELLA LUCE E LE BACCHETTE MAGICHE.

POI COMINCIO’ A GIROVAGARE NELLE MIE STANZE

PERCORRENDO LE MIE MANI E IL MIO CERVELLO

CANTANDO A SQUARCIAGOLA

‘GIRO GIRO TONDO,CASCA IL MONDO, CASCA LA TERRA, TUTTI GIU’ PER TERRA’.

INFINE MI OFFRI’ ALOE VERA : UNA SPERANZA, ESSENZA, DISTANZA E SOSTANZA.

IL CUORE IN UNA STANZA

COME LA PRIMA CELLULA , LA NASCITA DELLA VITA .

BELLO IL TRASCORSO, IL DISCORSO E IL PERCORSO

TERESA…..LEVATRICE DI MANDALA.

 

 

 

PSICHE, MANDALA E MUSICA

La nostra mente cerca la forma1. Cerca in particolare una forma conchiusa, definita, simmetrica, bilanciata, equilibrata, armonica e riconoscibile…..come un mandala. Il percussionista Marcello Davoli ha dato suono a mandala dipinti e io proverò a dimostrare che un suono è una forma e che questa forma è riconosciuta dalla nostra mente come piacevole, quando è simmetrica. Numerosi studi2 hanno dimostrato che le forme simmetriche vengono preferite. Questa preferenza non è frutto dell’educazione, perché si ritrova anche nei neonati che si soffermano più a lungo a guardare visi simmetrici, come se nel nostro cervello fosse inscritta un’idea di ordine. Se parliamo di ordine, parliamo di successione, cioè di elementi che si susseguono. Così al concetto prettamente spaziale di simmetria abbiamo aggiunto l’elemento temporale della successione: il ritmo. E cosa è il ritmo? Platone rispondeva: ordine nel movimento. Questo ordine, questa successione ordinata è piacevole perché è riconoscibile. Crea un’aspettativa che viene realizzata, come una favola che i bambini vogliono sentirsi raccontare sempre uguale. Ciò si spiega perché il nostro cervello si è evoluto dovendo risolvere numerosi problemi, il più grande quello della sopravvivenza, dove è fondamentale per lui riconoscere i luoghi e le cose che gli sono utili. Gli esseri umani devono anche continuamente decodificare stimoli rapidi e sottili come le espressioni altrui per potersi rapportare adeguatamente agli altri. La mente umana è continuamente impegnata nel decodificare, mandare a memoria o richiamare dalla memoria dei dati. Il cervello riposa, si culla, quando attraverso i sensi gli si forma un’immagine riconosciuta e gradevole. Un’immagine regolare è più facile da ricordare, da richiamare, da ‘avere a scaffale’ nella memoria. L’arte figurativa nell’antichità ricercava l’equilibro, la verosimiglianza e la bellezza delle forme che rappresentava. Bisogna arrivare al ‘900 per trovare nell’arte moderna e contemporanea una rottura di questa regola. Infatti, a mio avviso, certe forme per esempio del cubismo o i tagli di Fontana, non sono esattamente piacevoli, ma possono venire apprezzati ad un altro livello. Spesso rimandano ad un problema, magari sono una forma di denuncia sociale o sono inquietanti. Essi soddisfano la nostra voglia di ricercare, una sfida intellettuale, ma non danno un piacere immediato. Per capire certe forme di arte contemporanea abbiamo bisogno dei nostri circuiti cerebrali superiori, della neocorteccia, ma il piacere ha luogo nei circuiti inferiori3 nel nostro cervello arcaico. Il piacere è un circuito che coinvolge parti antiche del cervello e la musica va colpire proprio lì. La musica ha progressioni armoniche che, spesso, sono ‘giri’ quindi cerchi. Per esempio i blues hanno un giro armonico che si svolge in 12 battute, tutte di 3 o di 4/4 con una successione di accordi predefinita: è un ritorno a casa. Il mandala contiene, come molte forme d’arte, elementi ricorrenti ed elementi sorprendenti. Ricorrente è la forma circolare, sorprendente è il contenuto del cerchio. Le sorprese ci piacciono fino a che sono limitate e nel mandala veniamo rassicurati dal cerchio che le contiene. Inoltre la musica, come il mandala, essendo insatura, cioè non espressa a parole dal significato preciso, ci consente una delle cose che al nostro inconscio piace di più: attribuire il significato nel modo e nell’intensità di cui abbiamo bisogno per esprimerci. La musica ,come l’arte visiva, ci consente di proiettare i nostri significati inconsci. E l’inconscio si trova bene nelle forme simmetriche perché l’inconscio è simmetrico4. Il suo cerchio esterno, l’equidistanza di tutti i punti dal centro ci porta proprio a ricercarlo. Lo individuiamo anche se non è segnato come una forza gravitazionale dell’occhio, come un cadere al centro, con un tonfo, un colpo di percussione. Una percussione….un suono…una presenza di vita5…una risonanza….un vibrare assieme. Se vibra è dunque tatto e il tatto, l’essere toccati, produce piacere6 . La ragione psicoanalitica potrebbe essere che è sinonimo di presenza, di compagnia, avversaria della solitudine. La ragione neuro scientifica è che l’essere toccati fa produrre oppiacei endogeni, morfina cioè piacere e felicità. La culla del ritmo è l’Africa e ancor oggi la musica afro-americana è tipicamente circolare. Circolare come il cerchio delle tribù, ritmata come le danze rituali, circolare come un mandala, ricorrente, rilassante, incalzante, trascinante…..ipnotica!

Concludendo possiamo dire che il suono è:

  • vita perché è presenza
  • calmante perché circolare
  • fonte di piacere perché tattile
  • ipnotico perché trascina con sé

e mi sembra che tutte queste qualità si applichino anche ai mandala .

 

Note

1 Kanizsa, Legrenzi, Sonino ‘percezione, linguaggio, pensiero’

2 Ibidem

3 Panksepp e Bivet ‘Archeologia della mente’

4 I., Matte Blanco ‘l’inconscio come insiemi infiniti’

5 Paolo Fornari ‘psicoanalisi della musica’

6 Panksepp e Bivet ‘Archeologia della mente’

La presente relazione è stata tenuta dalla psicologa e psicoterapeuta Giuliana Gibellini nell’ambito degli open days svoltisi al TauLab nel settembre 2016 .

OPEN DAYS DI SETTEMBRE AL TAULAB

Il 17 e il 18 settembre scorsi, al Taulab, si sono svolti due giorni di open intensi e stimolanti che hanno registrato una grande partecipazione di pubblico. Un bellissimo gruppo con le sue sinergie ha reso possibile l’allestimento  di  una  mostra sui mandala, un concerto di  mandala sonori dove un violino, una viola e un tamburo ci hanno regalato suoni, melodie  ed emozioni a partire dalle immagini esposte, conversazioni sulla pratica del mandala, sulla mindfulness e sul tema arte e psiche. Tutto ciò intercalato da laboratori esperienziali di artiterapia creativa. Vista la ricchezza dei temi proposti  e degli spunti  emersi, fino a dicembre 2016 i post del blog verteranno sulle tematiche di  queste giornate condivise. Il post di settembre a cura di Monia Schiavo è dedicato ad un singolare connubio: mindfulness e arte effimera. Buona lettura !

QUANDO LA MINDFULNESS SI SPOSA CON L’ARTE EFFIMERA    

La presente relazione è stata tenuta dalla psicologa Monia Schiavo nell’ambito degli Open days svoltisi al TauLab nel settembre 2016.

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GRIGLIE APPLICATE AD UNA TRACCIA GRAFICA

In questo post mi concentrerò sull’analisi di questo disegno applicando tutte le griglie esposte fino ad ora nei post precedenti.

DATI PRELIMINARI

Il disegno è stato eseguito da un bambino di 9 anni presso una scuola elementare. Si tratta di un bimbo con sordità media come tutti i componenti della sua famiglia padre, madre e sorella maggiore. Il disegno è stato eseguito con matite colorate su un foglio 70×50 cm. La consegna era: fai un disegno sulla tua famiglia mettendo tutto ciò che desideri e utilizza tutto il tempo necessario.

 

LA PRIMA IMPRESSIONE

Ad una primissima impressione il disegno nel suo complesso esprime un sentimento di calma e serenità sia per l’uso dei colori che per gli andamenti delle linee, l’unico elemento che rompe questa atmosfera sono i numerosi uccelli neri che coprono il cielo.

IL SIMBOLISMO SPAZIALE

Il foglio è orientato orizzontalmente e ciò indica un legame con la figura materna che è l’unica persona rappresentata. La mamma ha un pallino sulla pancia perché aspetta un bambino e si tratta proprio del disegnatore. Ora mettiamo la griglia sul disegno per vedere cosa emerge, nello schema sotto sono riassunti gli elementi salienti.

 

X             PASSATO                               PRESENTE                       FUTURO

PEN         Ricordo/Nostalgia           Fantasia/Val. Sup         Sogni/Progetti

SIE           (blocco, riserva)               Aspirazioni                  ( ribellione

RO           SOLE                                         Idealizzazioni               attacco)

NUVOLE               NUVOLE+ UCCELLI

 

RE                                 UCCELLI NERI IN VOLO

AL           Origini                                   Egocentrismo             Sguardo sul fut.

TA’           Lato materno                       Autonomia                   Lato paterno

Regressione                          Indipendenza               Progetti

Orientati a se stessi                                                       Intelletto

Emozioni

MA                                                         Insicurezza

TE         Conflitti                                 Depressione                   Esigenze

RI           Paure                                     Pessimismo                     Desideri

AL           Pretese                               Dipendenza                  Ostinazione

ITA’     LA MADRE                           COSTRIZIONE

QUANDO LO ASPETTAVA               LA CASA                           L’ALBERO

 

TRATTI E INTENSITA’

La linea di terra ha un andamento che non permette alla casa e alla madre un appoggio sicuro a differenza dell’albero simbolo del sé. Questo potrebbe far pensare ad un adattamento difficile per la famiglia in generale, il che è abbastanza plausibile visto i problemi di sordità che interessano tutto il nucleo. Tratti piuttosto rigidi e dritti si trovano nel tronco dell’albero, nel corpo della madre e nella casa, invece troviamo tratti morbidi nella chioma dell’albero e nelle nuvole. Nel modo di tinteggiare la casa l’andamento del tratto non è omogeneo cioè ci sono andirivieni sinistra/ destra e alto / basso. L’ intensità del tratto è tipica di un bambino normo tonico leggermente tendente all’iper.

 

OMISSIONI ,DETTAGLI ,SIMMETRIA ,MOVIMENTO, STEREOTIPIE

Quando la madre lo aspettava disegnata a sinistra in basso, c’erano anche il padre e la sorella maggiore che però nel disegno non compaiono fisicamente. Queste omissioni sono significative, tra l’altro, il sole giallo,simbolo paterno, è in posizione di blocco, riserva, nostalgia. Non compaiono dettagli particolari e non c’è simmetria. Il disegno è piuttosto statico a parte il fumo del camino e gli uccelli in volo dove si percepisce il movimento. Questo disegno non costituisce una stereotipia grafica.

STILI PRENATALI

Gli stili prenatali presenti sono lo stile ritmico staccato che esprime desiderio di autonomia e intenzionalità e il dondolante che denota il bisogno di appoggio e denota dipendenza. Dunque sono espressi due  atteggiamenti opposti che convivono nel bambino.

SIMBOLOGIA DEL COLORE

Si nota una prevalenza di ross –arancione nella casa, nel vestito della madre e nelle ciliegie. Il rosso è il suo colore preferito e qui indica la volontà di riuscire.

 

 

I 4 ELEMENTI

Nella traccia i 4 elementi sono tutti presenti: l’elemento fuoco nel grande sole giallo, nell’ albero estivo con i frutti e nel camino fumante; l’elemento acqua nelle nuvole; l’elemento aria negli uccelli in volo; l’elemento terra nella casa squadrata, nella figura della madre che dà la vita (madre terra) e nell’ albero che poggia sul terreno. L’espressione di tutti gli elementi indica sostanzialmente equilibrio.

SOGGETTI ESPRESSI

La casa è a due blocchi leggermente in prospettiva con una porta e 4 finestre, dove due sembrano occhi ed è un po’ sospesa sulla linea di terra. La famiglia per il bambino costituisce un appoggio relativo, dal camino esce un fumo piuttosto nero che si alza verso gli uccelli. Rispetto al simbolismo spaziale la casa si trova nella zona dell’insicurezza.

L’albero simbolo del sé è nella zona dei desideri, delle esigenze e dell’ostinazione e questo rispecchia l’atteggiamento del bimbo nella sua volontà di essere grande e orientato al futuro. L’albero benché un po’ piccolo nell’economia del disegno è ben proporzionato. La chioma ondulata indica creatività.

La figura della madre è piccola, molto rigida e senza il collo. A 9 anni l’omissione del collo significa che l’istinto prevale. La madre è stata disegnata all’epoca in cui era incinta ed è visibilmente sola, anche se sorride.

I 13 uccelli neri nella cultura popolare sono un auspicio negativo. Ritengo che il bambino non li abbia contati nel disegnarli, resta il fatto che ci sono molte superstizioni popolari legate al 13 tanto che spesso nelle numerazioni di stanze o posti il numero viene omesso. L’elemento più significativo è comunque che questi uccelli occupano il posto della realtà, del passato ,del presente e del futuro, cioè incombono su tutta la linea temporale: l’handicap uditivo di cui soffre la famiglia è probabilmente vissuto come una sorta di maledizione ereditaria e tutto questo ha un grosso peso sulla sfera conscia ed inconscia del bambino.

Dopo l’analisi delle varie parti si riconferma sostanzialmente la prima impressione sulla traccia. Il bambino ha delle potenzialità positive, ma fatica ad esprimerle perché il contesto e il contorno non lo aiutano più di tanto. Essendo però una personalità di terra con un sufficiente equilibrio la sua perseveranza potrà dare i suoi frutti se incoraggiato e sostenuto, specialmente a scuola.

Con questa dodicesima puntata siamo giunti alla fine del nostro viaggio alla scoperta del disegno dei piccoli o per meglio dire siamo tornati all’inizio di un percorso di conoscenza che non avrà mai fine. Infatti la società e l’ambiente in cui viviamo cambiano sempre più rapidamente e i bambini cambiano con essi. Fare i genitori ed essere buoni educatori è forse uno dei mestieri più difficili, ma credo anche più affascinanti che ci possano essere. A conclusione, sulla soglia dell’estate vi lascio con una domanda : è più difficile essere genitori o è più difficile essere figli?

Grazie per avermi seguita fin qui

Maria Teresa Cardarelli

(MusicArTerapeuta nella Globalità dei linguaggi e artista di arti visive)

GRIGLIE PER LA LETTURA DELLE TRACCE GRAFICHE

I 4 ELEMENTI

Una griglia interpretativa molto interessante applicabile alle tracce grafiche è quella relativa ai 4 elementi. I filosofi greci della scuola ionica li identificarono con il fuoco, l’acqua, l’aria e la terra. L’acqua e la terra sono elementi legati al femminile, il fuoco e l’aria al maschile.
I 4 elementi sono materie dalla simbologia ricchissima legati alle religioni e alle mitologie di tutto il mondo e in tal senso si connettono all’inconscio collettivo. Anche a livello personale in ogni individuo ci sono aspetti che lo legano ai 4 elementi, da un punto di vista energetico e psichico. La ricchezza di significati simbolici, sia collettiva che individuale, si travasa per forza di cose anche nelle tracce grafiche espresse. Ho già accennato ai 4 elementi parlando della simbologia del colore ma è utile individuare anche le connessioni tra questi e i soggetti espressi nei disegni. Per quanto concerne la figura dell’albero, per sua natura, esso è intimamente connesso a tutti e 4 gli elementi come del resto l’individuo, ma a seconda delle sottolineature di radici , tronco, rami e foglie si possono fare delle osservazioni. Le radici visibili rimandano alla terra e al radicamento, ma anche all’elemento acqua in quanto questa viene da loro assorbita. Le radici, che nella realtà spesso non sono visibili, quando vengono disegnate sono legate alla sfera inconscia del disegnatore, quindi all’elemento acqua. Chiome folte di rami e foglie alludono all’elemento aria in quanto essa le fa muovere e fluttuare, i frutti invece che maturano in estate con il sole alludono all’elemento fuoco.Tradizionalmente i 4 elementi sono correlati alle 4 stagioni, dunque bisogna tener presente il ciclo stagionale dell’albero: un albero estivo con i frutti di lega all’elemento fuoco, un albero primaverile in fioritura si lega all’elemento aria, un albero autunnale allude all’elemento all’acqua, un albero sempreverde o spoglio allude all’elemento terra. La casa e le abitazioni in genere alludono all’elemento terra. In particolare una casa dal camino fumante allude all’elemento fuoco, una casa–condominio fatta di tanti piani allude all’aria come la casa-castello, una casa piena di davanzali fioriti allude all’elemento acqua, una casa a cui si giunge da una stradina allude alla terra. Spesso alberi e case sono inseriti in un paesaggio che ci può dare ulteriori indicazioni sempre in merito ai 4 elementi. Il primo è un paesaggio invernale con prevalenti elementi di terra e aria disegnato da un bambino di 6 anni con pennarelli e matite.

1 2

In questo paesaggio, eseguito da un bambino di 9 anni con le cere, dal titolo ‘La grande cascata’ prevale l’elemento acqua ed aria.

3

In questo paesaggio, eseguito con le matite da una bimba di 8 anni, dove i colori sono tutti improntati al tramonto e dove il sole con i suoi raggi occupa la metà del foglio prevale l’elemento fuoco.

4

Qui il grande rilievo dato dalla disegnatrice di 9 anni alle differenti specie di uccelli ed insetti produce un effetto legato all’elemento aria. Nel disegno di apertura di una bambina di 10 anni tutti e 4 gli elementi sono presenti: il fuoco nei fulmini, l’acqua nella pioggia, l’aria nei vortici e negli alberi che pendono a sinistra e la terra nella linea di terra marrone chiaro ben marcata dove poggia una casetta molto squadrata ed essenziale. Anche per i disegni di animali i 4 elementi sono una griglia interpretativa importante. Tutti gli animali carnivori e predatori alludono all’elemento fuoco, gli uccelli all’aria, i pesci all’acqua, la mucca e il cane all’elemento terra. Altri animali esprimono più elementi per esempio la tartaruga è di terra-acqua, i fenicotteri sono di aria-terra-acqua, i pescecani sono di acqua-fuoco. Nel disegno sotto eseguito con i pennarelli da un maschio di 7 anni l’elemento fuoco è dominante. Lo vediamo nelle figure dei dinosauri che attaccano la bambina e la casa dal cui camino esce fumo, inoltre il tratto è deciso con un andamento a zig zag.

5

Riassumendo, nell’analisi di una traccia grafica è necessario considerare molti elementi, inoltre è fondamentale farsi un’esperienza sul campo. Più applicherò riflessioni e considerazioni ai disegni e più disegni vedrò, più affinerò la mia sensibilità a comprendere i messaggi non verbali del bambino. Una buona regola consiste nel considerare sempre più tracce grafiche di un’ unica persona prima di giungere a qualsiasi conclusione di ordine interpretativo. E’ di fondamentale importanza affinare la nostra sensibilità per i messaggi non verbali che i bambini spontaneamente ci offrono attraverso le loro tracce grafiche per utilizzare queste conoscenze a favore della loro crescita, del loro sviluppo e della loro realizzazione. I genitori, gli insegnanti e gli educatori davanti al disegno del bambino non dovrebbero formulare giudizi o apprezzamenti negativi, mentre questa pratica purtroppo è ancora largamente diffusa.Qualunque disegno infantile è bello per il solo fatto che esprime qualcosa dell’animo di chi lo ha realizzato. Inoltre, solo il disegno libero parla il linguaggio della verità quello pilotato no. L’importanza per il bambino di poter esprimere liberamente le proprie emozioni attraverso il disegno è fondamentale, infatti ciò che non si esprime si imprime nel corpo sotto forma di malesseri, tic e alle volte malattie. In tal senso il disegno libero è uno strumento naturale e auto terapeutico della massima importanza. Disegnare sviluppa inoltre il pensiero creativo. La possibilità per un adulto di sviluppare e sostenere un pensiero flessibile in grado di esplorare ciò che ancora non si conosce, rendendo possibile la scoperta di elementi nuovi, ha come premessa indispensabile il pensiero creativo espresso nell’infanzia.E’ bene continuare a stimolare i bambini a disegnare ed esprimersi graficamente a mano libera, nonostante l’avvento dell’informatica. Infatti anche gli accattivanti software come Drawing for children, Paint e Tuxpaint essendo predefiniti non sono in grado di garantire al soggetto una libertà creativa piena. Solo una nuova consapevolezza da parte di genitori ed educatori potrà salvare quel meraviglioso pianeta che è libero disegno infantile. Nel prossimo post una traccia grafica verrà analizzata a partire da tutte le griglie presentate. Se non volete perdervi la prossima ed ultima uscita di ‘ Comprendere i bambini attraverso i loro disegni’ iscrivetevi gratuitamente al link

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A presto

M. Teresa Cardarelli

GRIGLIE PER LA LETTURA DELLE TRACCE GRAFICHE

Nel secondo e terzo post di ‘Comprendere i bambini attraverso i loro disegni’ parlando di scarabocchi vi ho già presentato due griglie interpretative utili a decodificare questi segni un po’ misteriosi: la teoria degli stili prenatali e la teoria dei colori. Ovviamente queste griglie si applicano anche ai disegni, insieme ad altri aspetti ed elementi che dobbiamo sempre considerare. Per qualunque traccia grafica è buona norma raccogliere notizie relative al disegnatore come età, sesso, aspetto esteriore, conoscenza o meno del soggetto. Se si è presenti al momento dell’esecuzione del disegno risulta utile porre l’attenzione sull’atteggiamento del bambino se è tranquillo, agitato, ecc. Inoltre bisogna tener presenti elementi relativi alla traccia, quali la grandezza del foglio, la tecnica utilizzata e il tipo di consegna data.

 

L’ IMPORTANZA DELLA PRIMA IMPRESSIONE

La prima cosa da fare osservando un disegno è captare velocemente , cosa ci comunica a livello generale ed emozionale, per esempio: solitudine, gioia, tristezza, paura, serenità, ottimismo, agitazione, aspirazioni, pericolo. La prima impressione è fondamentale perché va riconsiderata alla fine dell’analisi e va integrata insieme al resto. La ragione è molo semplice: alle volte un disegno può risultare proporzionato, essere stato eseguito con una gamma di colori armoniosi, occupare il centro del foglio, che sono tutti elementi positivi e rassicuranti, ma poi nel complesso trasmettere agitazione e nervosismo. Altra regola della massima importanza è non giudicare mai il disegno secondo i nostri canoni di bello e di brutto. Il disegno infantile quando è espresso liberamente è sempre degno di attenzione perché è espressivo e il bambino ci comunica sempre qualcosa della sua interiorità .

 

Il SIMBOLISMO SPAZIALE Il simbolismo spaziale ha a che vedere con l’orientamento del foglio e con il posizionamento degli elementi grafici su di esso. Il foglio viene idealmente suddiviso in nove settori che rimandano a campi di significato. Se il disegno viene realizzato sul lato verticale del foglio esiste una relazione significativa con la figura paterna, se il disegno si sviluppa sull’asse orizzontale, con la figura materna. Però questo non ci permette ancora di dire nulla sul tipo di relazione, cioè se si tratti di una relazione positiva o problematica. Ogni volta che il bambino disegna a ridosso dei bordi del foglio per cui vi sono elementi incompleti significa che lo spazio vitale viene vissuto in modo problematico, oppure che vive la mancanza di qualcuno o qualcosa. L’applicazione dello schema sul simbolismo spaziale alle tracce può fornire degli elementi molto utili purché non lo si applichi in modo troppo rigido ed esclusivo. Diciamo che può indicarci delle piste per delle ipotesi. Qui di seguito una tabella riassuntiva sul simbolismo spaziale.

 

SCHEMA SUL SIMBOLISMO SPAZIALE

 

X             PASSATO                               PRESENTE                       FUTURO

PEN         Ricordo/Nostalgia           Fantasia/Val. Sup         Sogni/Progetti

SIE           (blocco, riserva)               Aspirazioni                   ( ribellione

RO                                                           Idealizzazioni                attacco)

 

RE

AL           Origini                                   Egocentrismo             Sguardo sul fut.

TA’           Lato materno                       Autonomia                   Lato paterno

Regressione                         Indipendenza               Progetti

Orientati a se stessi                                                       Intelletto

Emozioni

MA                                                         Insicurezza

TE         Conflitti                                 Depressione                   Esigenze

RI           Paure                                     Pessimismo                     Desideri

AL           Pretese                               Dipendenza                       Ostinazione

ITA’                                                       Costrizione

 

 

I TRATTI

I tratti insieme alla pressione e all’uso del colore fanno diretto riferimento allo stile espressivo dell’individuo e ci danno indicazioni sul modo di essere della persona che disegna. Possiamo rilevare tratti:

 

-Centrifughi verso l’esterno   (orientamento verso l’ambiente)

-Centrifughi verso l’interno (orientamento verso sé stessi, chiusura, introspezione, )

-Lunghi e continui (tenacia , volontà, controllo)

-Brevi e bruschi (impulsività, nervosismo)

-Dentati -puntuti ( realtà percepita come difficoltà, aggressività)

-Ondulati e curvi (morbidezza, tenerezza, emotività , adattamento, ma anche dipendenza)

-Diritti e rigidi ( sicurezza ma anche rigidità,blocchi, freddezza)

-Frammentati (ansietà, timidezza, mancanza di fiducia in se stessi, dubbi)

-Ricalcati (insicurezza, indecisione, ansietà, ma anche sottolineatura)

-Sottili (emotività, sensibilità)

-Grossi ( impulsività)

-Cancellati (rifiuto, incertezza, insoddisfazione)

-Ombreggiati ( l’ombra ha sempre a che vedere con il nostro lato più sconosciuto, in generale le forti ombreggiature possono indicare una problematica latente oppure stati ansiosi )

 

PRESSIONE/ INTENSITA’

L’intensità del tratto si lega al tono muscolare e in ultima analisi allo stato emozionale del bambino perché è in rapporto diretto con la sua energia psichica.Una pressione abbastanza accentuata rivela fermezza, sicurezza di sé e autostima,in generale un ‘Io forte’. Quando però la pressione tende per esempio a lesionare il foglio oppure è molto concentrata   su   alcuni punti questo può segnalare aggressività o urgenza comunicativa, alle volte può anche indicare il sentimento della rabbia che spesso sottende stati depressivi. Se la pressione è debole o molto debole segnala un livello energetico basso, dunque saremo in presenza di soggetti che si stancano facilmente, tendenti all’apatia e con bassa tollerabilità alle frustrazioni. Ricapitolando avremo soggetti:

-ipotonici con energia scarsa, come la bimba di 9 anni che ha eseguito questo tramonto sul mare;

– normo-tonici con energia equilibrata

-ipertonici con un surplus energetico da scaricare, come la bimba di 6 anni che ha disegnato questo campo di carote.

Se nello stesso soggetto si registrano costantemente manifestazioni   di ipo e iper tono si può ipotizzare uno squilibrio energetico indice di   un umore altalenante.

L’intensità del tratto è molto ben visibile nei disegni eseguiti con matite, pastelli o cere, molto meno se il disegno è realizzato con i pennarelli o con altre tecniche.

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LE OMISSIONI ,I DETTAGLI, LA SIMMETRIA, I MOVIMENTI, LE OMBREGGIATURE

Alcuni brevi accenni per quanto concerne questi aspetti del disegno infantile. L’omissione in generale indica un problema o un rifiuto. Per esempio nel disegno della famiglia l’omissione di un componente riflette un problema con l’escluso. Un albero senza chioma indica l’impossibilità del soggetto di relazionarsi con l’esterno e con l’ambiente, come anche la mancanza delle mani nelle persone. La mancanza di dettagli si ritrova normalmente nei bambini piccoli, mentre in quelli più grandicelli denota carenza di stimoli o stati apatici o depressivi. I dettagli onnipresenti e ripetuti sono invece spesso   sintomo   di   tendenze   ossessivo-compulsive.   Un’ eccessiva simmetria di stessi elementi indica forme esasperate di autocontrollo e rigidità, ma di solito nei disegni infantili non si registra. I personaggi o gli animali in movimento, oppure andamenti grafici che trasmettono questa sensazione sono la spia di intelligenza, creatività e autonomia. Le ombreggiature specialmente su volti, case e alberi indicano spesso situazioni problematiche per il bambino come per esempio nel caso di questo albero, disegnato da una bambina di 10 anni, con una forte ombreggiatura nera sul lato sinistro del tronco e un’ ombreggiatura a matita su tutto l’albero eseguita dopo la coloritura con i pastelli.

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LE STEREOTIPIE GRAFICHE

Ci sono bambini che ripetono sempre lo stesso disegno fin nei minimi particolari, oppure disegnano sempre lo stesso soggetto in situazioni diverse, oppure usano sempre e solo un colore. Queste manifestazioni non sono da sottovalutare, né tanto meno da reprimere. Infatti il bambino con la stereotipia grafica manifesta un’urgenza comunicativa che spesso rimanda a un problema di difficile gestione che lo riguarda personalmente o che riguarda il suo entourage. E’ un po’ come quando il bambino ci chiede sempre di leggergli quella fiaba e non altre perché magari si identifica con un personaggio e la sua storia. Quando il problema rientra o la pressione emotiva vissuta dal bambino si allenta spontaneamente il piccolo comincerà a disegnare altre cose e a farsi raccontare altre storie.

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A presto

Maria Teresa Cardarelli