MOSTRA AL TAULAB

 

 

 

 

 

 

 

 

Partire da una fiaba, che per la legge di attrazione risuona con la nostra vita fatta di aspirazioni, sogni, gioie, paure e difficoltà, significa intraprendere un viaggio: il viaggio dell’eroe. L’eroe, prima o poi, affronta sempre il suo drago e lo vince. Che sia Il brutto anatroccolo, Fata Piumetta, La lampada di Aladino, La Bella addormentata nel bosco,  queste fiabe ci prenderanno per mano  A mille ce n’è nel mio mondo di fiabe da narrar… venite con me  nel mio mondo incantato per sognar…  conducendoci davanti ad uno specchio dove potremo vestire i panni del nostro personaggio preferito per giocarlo sulla scena come noi lo vediamo, lo sentiamo, come noi effettivamente siamo. Il personaggio ci permetterà di esprimere emozioni e sentimenti che diversamente non troverebbero un canale per manifestarsi in maniera così  semplice, spontanea e ludica. Proprio in questo sta l’aspetto auto terapeutico di questa declinazione teatrale. Così si parte da fiabe e racconti per realizzare successivamente storie del tutto originali  che hanno a che fare con i nostri vissuti quotidiani. Tali storie  verranno poi messe in scena  a partire da mazzi di carte realizzati ad hoc, composti da personaggi,  espressioni-emozioni, animali, luoghi ed oggetti. Il teatro-fiaba con le carte è un modo per conoscersi, crescere ed imparare ad affrontare le sfide che la vita ci pone innanzi, divertendosi e condividendo le proprie esperienze con gli altri. Questo e tanto altro troverete nella mostra proposta al Taulab  che aprirà le sue porte dal 16 al 24 settembre a Carpi. Qui potrete vedere materiali relativi ai percorsi di teatro-fiaba realizzati negli ultimi anni, costituiti da mazzi di carte,  costumi,  sculture, racconti e scenografie teatrali diventati libri da sfogliare, realizzati dai bambini e dai ragazzi partecipanti. Inoltre sarà proposto il video ‘LA TRIBU’’ relativo al progetto ‘ Vedere Voci 3.0’ realizzato con un gruppo di bambini sordi della scuola Figlie della Provvidenza di S. Croce e finanziato con un contributo del distretto Leo 108 Tb.  Infine  vi aspetta una vera chicca:  LE FIABE SONORE pubblicate  dal 1966  al 1970  dalla Fratelli Fabbri Editori, sotto forma di 45 giri in vinile da ascoltare in un mangiadischi arancione anni ’70, con i relativi libri illustrati.  Infatti, all’epoca i dischi uscivano con albi di grande formato, illustrati da diversi pittori (es. Pikka, Una, Ferri, Max e Sergio). Le storie furono sceneggiate e narrate da Silverio Pisu con la collaborazione di altri attori professionisti tra cui Ugo Bologna, Sante Calogero, Pupo De Luca e Isa Di Marzio.Le musiche originali e le canzoni vennero  commissionate  al compositore, pianista e cantante Vittorio Paltrinieri. Vi aspettiamo numerosi genitori e figli, insegnanti e scolari, amanti delle fiabe e del teatro. I bambini e i ragazzi partecipanti potranno realizzare in situ un grande mandala corale pavimentale. Seguiranno open-days per bambini , ragazzi ed adulti.

                          

IL PROGETTO ‘VEDERE VOCI’ CONTINUA A CRESCERE

VEDERE VOCI è il titolo di un bel libro sul mondo dei sordi scritto dal neurologo americano Oliver Sacks. Maria Teresa Cardarelli, MusicArTerapeuta e artista di arti visive, ha ripreso questo titolo per dar vita al progetto triennale di arte terapia e teatro- fiaba a favore dei bambini sordi, realizzato presso la scuola Figlie della Provvidenza di S. Croce di Carpi. Le voci dei sordi si possono soprattutto vedere, attraverso la lingua dei segni che queste persone utilizzano per comunicare tra di loro. Si tratta di una lingua vera e propria utilizzata in particolare nella terza edizione del progetto, grazie alla partecipazione di Azzurra Cacciapaglia e di Veronica Varricchio, insegnante sorda di Lis (Lingua dei Segni Italiana). In questi 3 anni il progetto ha coinvolto una ventina di bambini sordi dai 5 ai 10 anni e una decina di operatori e volontari del servizio civile.

La maggior parte dei bambini partecipanti fa uso di protesi, mentre una minoranza è munita di impianto cocleare. I gradi di sordità sono differenti, così come sono differenti le situazioni in cui questa calamità invisibile è sopraggiunta nel corso della vita. I bambini sordi hanno un naturale bisogno di comunicare, ma tutto ciò può infrangersi contro il muro dell’indifferenza sociale portandoli all’isolamento. Fondamentali dunque sono supporti e strumenti atti a favorire l’espressione personale e di gruppo che spazino dalla comunicazione non verbale aquella verbale. Per raggiungere questi obiettivi, il progetto VEDERE VOCI si è avvalso della MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi, e del Teatro- Fiaba con le carte, una declinazione del sociodramma moreniano classico, in via di sperimentazione.

Nel 2015 il progetto VEDERE VOCI è stato finanziato dalla scuola Figlie della Provvidenza, nel 2016 da una campagna di crowdfunding e nel 2017 interamente dal distretto Leo 108 Tb.Il video che verrà presentato  il 24 maggio, oltre a documentare alcune delle attività svolte e la metodologia utilizzata desidera essere un ringraziamento a tutti i sostenitori di questa profonda esperienza umana ed  artistica.

PROGETTO ‘VEDERE VOCI’ PER I BAMBINI SORDI

Se generalmente le voci si odono, per le persone sorde  le voci  si vedono. ‘Vedere voci’ è  il titolo del bellissimo libro del neurologo Oliver Sacks  che nel 1989 pubblicò i dati delle sue ricerche sul complesso e variegato mondo dei sordomuti. Se volete mettervi nei panni di un non udente  per comprendere  anche solo un pochino ciò che si attiva a livello degli altri sensi per giungere a captare i messaggi esterni e per comunicare con gli altri, turatevi molto bene le orecchie per almeno una mezza giornata e continuate la vita quotidiana di sempre. Se non barate, vi accorgerete ben presto che la vostra percezione delle cose comincerà a cambiare radicalmente e potreste dar ragione a Sacks quando afferma che ‘il meno’ può anche nascondere ‘un più’.  Senza ombra di dubbio, da parte di queste persone, ‘un più’ consiste nella loro acuta capacità di sviluppare l’esperienza visiva, base questa, su cui si è formato l’affascinante linguaggio gestuale o lingua dei Segni che ha permesso e permette ai sordi di costituire comunità. Sarà  forse perché mi occupo da 20 anni di arti visive che il mondo dei sordi  ha cominciato ad affascinarmi dal lontano 2005, anno in cui iniziai le prime esperienze  con gruppi di bambini sordi, presso la scuola Figlie della Provvidenza di S. Croce di Carpi. Avevo finito da un anno la scuola di specializzazione di MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi e quello fu per me un banco di prova di inesauribile valore umano e professionale.  Recentemente, tale  interesse  mi ha condotta a sperimentare con un gruppo di 10 bambini sordi dai 5 ai 10 anni una forma di teatro-fiaba che parte dal linguaggio visivo  e che mutua  alcune tecniche   anche  dal sociodramma moreniano classico,  di cui dal 2013 sono senior director per la conduzione di gruppi. Insieme ad altri operatori, che mi hanno affiancata in questa bellissima esperienza, abbiamo potuto constatare che il mix di MusicArTerapia e teatro-fiaba è stimolante ed arricchente in quanto porta pian piano i bimbi sordi ad espandere il loro universo simbolico e relazionale, in maniera ludica e in un contesto contenitivo. Il tipo di teatro-fiaba sperimentato permette un’ espressione della persona  a tutto tondo in modo spontaneo e creativo, perché non vengono  imparate  parti da recitare.  Quando viene giocato un ruolo fiabesco come quello della principessa, del mago, del guerriero o anche più connotato come quello di Biancaneve o di Babbo Natale,  il personaggio scelto  viene interpretato dai bambini in modo personale, esprimendo nel contempo le tematiche rilevanti per il gruppo. Per arrivare alla messa in scena è stato necessario un grosso lavoro preparatorio che durante i laboratori ci ha portato a realizzare il Mazzo di Carte del teatro-fiaba del gruppo, contenente animali, personaggi, espressioni mimico-facciali e oggetti insieme ad  una serie di disegni-racconto. Questi strumenti didattici, realizzati attraverso l’utilizzo del linguaggio visivo ( potenziato in questi bambini a causa del loro deficit uditivo), hanno favorito la comunicazione interpersonale che, sulla scena, è stata poi arricchita dal   linguaggio del corpo, dai gesti  e dai segni e infine per alcuni anche dal labiale e dalle parole. Per continuare questa esperienza l’anno prossimo con un maggior numero di bambini, stiamo cercando risorse, per questo la scuola ha deciso di mettere il progetto ‘VEDERE VOCI’ sulla piattaforma di crowdfunding ‘Produzioni dal basso’ .

 

a presto

Maria Teresa Cardarelli