GRIGLIE PER LA LETTURA DELLE TRACCE GRAFICHE

Nel secondo e terzo post di ‘Comprendere i bambini attraverso i loro disegni’ parlando di scarabocchi vi ho già presentato due griglie interpretative utili a decodificare questi segni un po’ misteriosi: la teoria degli stili prenatali e la teoria dei colori. Ovviamente queste griglie si applicano anche ai disegni, insieme ad altri aspetti ed elementi che dobbiamo sempre considerare. Per qualunque traccia grafica è buona norma raccogliere notizie relative al disegnatore come età, sesso, aspetto esteriore, conoscenza o meno del soggetto. Se si è presenti al momento dell’esecuzione del disegno risulta utile porre l’attenzione sull’atteggiamento del bambino se è tranquillo, agitato, ecc. Inoltre bisogna tener presenti elementi relativi alla traccia, quali la grandezza del foglio, la tecnica utilizzata e il tipo di consegna data.

 

L’ IMPORTANZA DELLA PRIMA IMPRESSIONE

La prima cosa da fare osservando un disegno è captare velocemente , cosa ci comunica a livello generale ed emozionale, per esempio: solitudine, gioia, tristezza, paura, serenità, ottimismo, agitazione, aspirazioni, pericolo. La prima impressione è fondamentale perché va riconsiderata alla fine dell’analisi e va integrata insieme al resto. La ragione è molo semplice: alle volte un disegno può risultare proporzionato, essere stato eseguito con una gamma di colori armoniosi, occupare il centro del foglio, che sono tutti elementi positivi e rassicuranti, ma poi nel complesso trasmettere agitazione e nervosismo. Altra regola della massima importanza è non giudicare mai il disegno secondo i nostri canoni di bello e di brutto. Il disegno infantile quando è espresso liberamente è sempre degno di attenzione perché è espressivo e il bambino ci comunica sempre qualcosa della sua interiorità .

 

Il SIMBOLISMO SPAZIALE Il simbolismo spaziale ha a che vedere con l’orientamento del foglio e con il posizionamento degli elementi grafici su di esso. Il foglio viene idealmente suddiviso in nove settori che rimandano a campi di significato. Se il disegno viene realizzato sul lato verticale del foglio esiste una relazione significativa con la figura paterna, se il disegno si sviluppa sull’asse orizzontale, con la figura materna. Però questo non ci permette ancora di dire nulla sul tipo di relazione, cioè se si tratti di una relazione positiva o problematica. Ogni volta che il bambino disegna a ridosso dei bordi del foglio per cui vi sono elementi incompleti significa che lo spazio vitale viene vissuto in modo problematico, oppure che vive la mancanza di qualcuno o qualcosa. L’applicazione dello schema sul simbolismo spaziale alle tracce può fornire degli elementi molto utili purché non lo si applichi in modo troppo rigido ed esclusivo. Diciamo che può indicarci delle piste per delle ipotesi. Qui di seguito una tabella riassuntiva sul simbolismo spaziale.

 

SCHEMA SUL SIMBOLISMO SPAZIALE

 

X             PASSATO                               PRESENTE                       FUTURO

PEN         Ricordo/Nostalgia           Fantasia/Val. Sup         Sogni/Progetti

SIE           (blocco, riserva)               Aspirazioni                   ( ribellione

RO                                                           Idealizzazioni                attacco)

 

RE

AL           Origini                                   Egocentrismo             Sguardo sul fut.

TA’           Lato materno                       Autonomia                   Lato paterno

Regressione                         Indipendenza               Progetti

Orientati a se stessi                                                       Intelletto

Emozioni

MA                                                         Insicurezza

TE         Conflitti                                 Depressione                   Esigenze

RI           Paure                                     Pessimismo                     Desideri

AL           Pretese                               Dipendenza                       Ostinazione

ITA’                                                       Costrizione

 

 

I TRATTI

I tratti insieme alla pressione e all’uso del colore fanno diretto riferimento allo stile espressivo dell’individuo e ci danno indicazioni sul modo di essere della persona che disegna. Possiamo rilevare tratti:

 

-Centrifughi verso l’esterno   (orientamento verso l’ambiente)

-Centrifughi verso l’interno (orientamento verso sé stessi, chiusura, introspezione, )

-Lunghi e continui (tenacia , volontà, controllo)

-Brevi e bruschi (impulsività, nervosismo)

-Dentati -puntuti ( realtà percepita come difficoltà, aggressività)

-Ondulati e curvi (morbidezza, tenerezza, emotività , adattamento, ma anche dipendenza)

-Diritti e rigidi ( sicurezza ma anche rigidità,blocchi, freddezza)

-Frammentati (ansietà, timidezza, mancanza di fiducia in se stessi, dubbi)

-Ricalcati (insicurezza, indecisione, ansietà, ma anche sottolineatura)

-Sottili (emotività, sensibilità)

-Grossi ( impulsività)

-Cancellati (rifiuto, incertezza, insoddisfazione)

-Ombreggiati ( l’ombra ha sempre a che vedere con il nostro lato più sconosciuto, in generale le forti ombreggiature possono indicare una problematica latente oppure stati ansiosi )

 

PRESSIONE/ INTENSITA’

L’intensità del tratto si lega al tono muscolare e in ultima analisi allo stato emozionale del bambino perché è in rapporto diretto con la sua energia psichica.Una pressione abbastanza accentuata rivela fermezza, sicurezza di sé e autostima,in generale un ‘Io forte’. Quando però la pressione tende per esempio a lesionare il foglio oppure è molto concentrata   su   alcuni punti questo può segnalare aggressività o urgenza comunicativa, alle volte può anche indicare il sentimento della rabbia che spesso sottende stati depressivi. Se la pressione è debole o molto debole segnala un livello energetico basso, dunque saremo in presenza di soggetti che si stancano facilmente, tendenti all’apatia e con bassa tollerabilità alle frustrazioni. Ricapitolando avremo soggetti:

-ipotonici con energia scarsa, come la bimba di 9 anni che ha eseguito questo tramonto sul mare;

– normo-tonici con energia equilibrata

-ipertonici con un surplus energetico da scaricare, come la bimba di 6 anni che ha disegnato questo campo di carote.

Se nello stesso soggetto si registrano costantemente manifestazioni   di ipo e iper tono si può ipotizzare uno squilibrio energetico indice di   un umore altalenante.

L’intensità del tratto è molto ben visibile nei disegni eseguiti con matite, pastelli o cere, molto meno se il disegno è realizzato con i pennarelli o con altre tecniche.

1

2

LE OMISSIONI ,I DETTAGLI, LA SIMMETRIA, I MOVIMENTI, LE OMBREGGIATURE

Alcuni brevi accenni per quanto concerne questi aspetti del disegno infantile. L’omissione in generale indica un problema o un rifiuto. Per esempio nel disegno della famiglia l’omissione di un componente riflette un problema con l’escluso. Un albero senza chioma indica l’impossibilità del soggetto di relazionarsi con l’esterno e con l’ambiente, come anche la mancanza delle mani nelle persone. La mancanza di dettagli si ritrova normalmente nei bambini piccoli, mentre in quelli più grandicelli denota carenza di stimoli o stati apatici o depressivi. I dettagli onnipresenti e ripetuti sono invece spesso   sintomo   di   tendenze   ossessivo-compulsive.   Un’ eccessiva simmetria di stessi elementi indica forme esasperate di autocontrollo e rigidità, ma di solito nei disegni infantili non si registra. I personaggi o gli animali in movimento, oppure andamenti grafici che trasmettono questa sensazione sono la spia di intelligenza, creatività e autonomia. Le ombreggiature specialmente su volti, case e alberi indicano spesso situazioni problematiche per il bambino come per esempio nel caso di questo albero, disegnato da una bambina di 10 anni, con una forte ombreggiatura nera sul lato sinistro del tronco e un’ ombreggiatura a matita su tutto l’albero eseguita dopo la coloritura con i pastelli.

3

LE STEREOTIPIE GRAFICHE

Ci sono bambini che ripetono sempre lo stesso disegno fin nei minimi particolari, oppure disegnano sempre lo stesso soggetto in situazioni diverse, oppure usano sempre e solo un colore. Queste manifestazioni non sono da sottovalutare, né tanto meno da reprimere. Infatti il bambino con la stereotipia grafica manifesta un’urgenza comunicativa che spesso rimanda a un problema di difficile gestione che lo riguarda personalmente o che riguarda il suo entourage. E’ un po’ come quando il bambino ci chiede sempre di leggergli quella fiaba e non altre perché magari si identifica con un personaggio e la sua storia. Quando il problema rientra o la pressione emotiva vissuta dal bambino si allenta spontaneamente il piccolo comincerà a disegnare altre cose e a farsi raccontare altre storie.

Non perdete il prossimo post sulle griglie interpretative registrandovi gratuitamente al link: https://www.tau-lab.com/media/newsletter

A presto

Maria Teresa Cardarelli