Dodici giorni in Israele

Dodici giorni in Israele è un romanzo scritto a quattro mani da Maria Teresa Cardarelli e Ivana Sica con la postfazione di Giampaolo Anderlini, edito nel 2020 da Compagnia editoriale Aliberti  e disponibile nelle librerie dal mese di  dicembre e anche on line.

Tania, una cinquantenne e Paco, un giovane di ventisei anni, sono i protagonisti del romanzo che si svolge in Israele durante un pellegrinaggio di dodici giorni, dal 9 al 21 novembre 2012.
L’Italia è ferita dal terremoto in Pianura Padana successo pochi mesi prima, mentre sta per scoppiare un’altra crisi israelo-palestinese che coinvolgerà tutto il gruppo dei pellegrini. In questa manciata di giorni, i due protagonisti, che non si conoscevano, intraprendono un viaggio di consapevolezza interiore che li porterà a maturare e a confrontarsi su temi particolarmente sensibili: il peso del passato, la ricerca della fede e i conflitti interpersonali che la loro nascente amicizia contribuirà a dipanare.

Le due autrici si sono conosciute durante un viaggio in Israele, dov’è nata la loro amicizia. 

Ivana Sica è una scrittrice ed esperta di comunicazione. Dal 2017 tiene corsi di Scrittura Creativa. Ha pubblicato: ROSA CONOSCE IL MARE (Artestampa – 2010), RIDI SEMPRE (Artestampa -2015), ALLA FINE DI QUESTA GIORNATA (Il Rio – 2018). Ha curato diverse antologie: IL RUMORE DELLA TERRA (Historica – 2018), TEMPI DIVERSI (Il Rio – 2019), TRACCE (Compagnia editoriale Aliberti – 2020). www.ivanasica.it

Maria Teresa Cardarelli è sociologa, artista di arti visive e plastiche, arti-terapeuta e scrittrice. Ha esposto le sue opere in Italia e all’estero e nel 2000, per l’editore Mazzotta, ha pubblicato come ‘TAU’ il libro ARGENTO VIVO che raccoglie sue opere, brevi racconti e poesie. Ha altresì pubblicato saggi sulla condizione minorile per la Franco Angeli e la Morcelliana e ricerche sulle arti-terapie in riviste specializzate. Dal 2014 sul sito www.tau-lab.com cura il TauLaBlog, su arte benessere e consapevolezza.

 

Alcune recensioni dei nostri lettori che ringraziamo di cuore

“Il libro è di piacevole lettura, scorrevole e mai noioso. L’alternanza dell’introspezione dei personaggi, realistici e credibili, con la descrizione dei luoghi sacri e gli accenni all’attuale realtà sociale gli conferiscono un buon ritmo narrativo. Complimenti ad entrambe. Sicuramente consigliato.”

Simona Galeotti

“Dodici giorni in Israele,  leggendo il titolo di questo libro ti aspetti un racconto di viaggio nelle meraviglie di questa terra . In realtà è molto di più, è un diario scritto da due protagonisti molto diversi tra loro. Le loro storie si intrecciano in una realtà sociale molto diversa dalla nostra .Questa alternanza di punti di vista diversi può far riflettere su ciò che conta veramente.  Una lettura che consiglio a tutti.”

Mirella Lipani

“Il libro è accattivante, piacevole, coinvolge e cattura il lettore fin dalle prime pagine e lo “obbliga” a continuare la lettura fino alla fine. Il linguaggio è fluido e la trovata dei giochi di parole dà al testo un tocco di preziosa originalità. I personaggi sono ben caratterizzati.  Mi ha colpito molto la fede concreta, genuina e reale di Tania che vive il dramma di una malattia, oggi così frequente, e può dare/dire tanto a chi, leggendo, si ritrova nella sua situazione.Paco presenta una storia che purtroppo è più frequente di quanto si creda, perché oggi è sempre più facile cadere vittima di sette/truffe/manipolazioni psicologiche. Nel suo percorso Paco ha il coraggio di dire la sua e di staccarsi da rassicuranti ma falsi modelli, liberandosi dalla setta che lo manipolava e derubava. Credo che entrambi i personaggi possano trasmettere qualcosa a tutti i lettori, perché presentano aspetti diversi, in cui ognuno può rispecchiarsi, poi riflettere e crescere/cambiare. A livello storico, il racconto è inserito nella tragedia tra popolo di Israele e popolo Palestinese, senza dare giudizi, ma presentando la realtà complessa che si tocca con mano andando sul posto e già dal titolo, che non è “Dodici giorni in Terra Santa”, si percepisce che nel testo incontreremo anche altro, oltre ai luoghi dove ha vissuto Gesù.”

Giovanna Borsalino.

“Non è facile affrontare in questi tempi complessi un argomento come la fede, ma il percorso che intraprendono i due protagonisti è descritto in modo lieve, garbato. Ci sono tante suggestioni che vengono evocate leggendo un libro, la mia personale è questa: anche se motivi all’apparenza così diversi li hanno spinti ad affrontare un lungo viaggio reale, nella sostanza i due protagonisti hanno un punto in comune fondamentale: il bisogno di confermare che la fragilità del guscio in cui siamo racchiusi non può unicamente rappresentare per il mondo chi siamo, è necessario guardare oltre e quello che siamo lo comprende solo chi vuole esporsi e leggere l’essenza della nostra anima. Bello.”

Maria Capobianco

“Un libro che parla del viaggio interiore alla ricerca di risposte ai bisogni di unità, condivisione, profondità di valori, risposte a dubbi o conferme a verità ri-scoperte, con gli alti e bassi di tutti i percorsi di vita.Le identità dei due personaggi prevalgono, nonostante gli stili narrativi diversi trasmettono una loro unicità, come uscite da una sola mano narrante.E’ il percorso dell’anima che attraversa strade diverse nel viaggio della vita verso la ricerca di luce.Un libro non sempre semplice ma che ti induce a riflettere.Le molte citazioni a volte distraggono dalla lettura, ma in un secondo momento riemergono nella curiosità di rileggerle, staccate dalla storia.Nevè Shalom-Wahat as -Salam è la meta di unità e di condivisione dentro e fuori a tutti noi.”

Emma

“E’ il diario di un pellegrinaggio verso la sorgente della propria fede. Un magnifico pretesto per un viaggio dentro se stessi, a scoprire la gioia della gratitudine, la contaminazione della propria anima con quella degli altri, l’occuparsene e l’averne cura, reciprocamente, e l’essere in una comunione amica.”

Mirko Gavioli