Può capitare che con le parole non riusciamo ad esprimere i nostri sentimenti, i nostri timori o le nostre aspettative a chi vorremmo comunicarli, altre volte non riusciamo nemmeno a comprendere come ci sentiamo, cioè percepiamo le nostre emozioni intrecciate o confuse. Il disegno progressivo fatto a coppie o anche a tre o a quattro persone può essere un valido strumento conoscitivo e introspettivo per l’emersione di temi rilevanti, ma non immediatamente evidenti. Condizione essenziale è disegnare liberamente senza preoccupazioni in merito al risultato compositivo od estetico perché solo sospendendo il giudizio su ciò che facciamo e che l’altro fa possiamo raggiungere l’obiettivo di una comunicazione piena e profonda. La comunicazione non verbale qui viene espressa al massimo livello perché si disegna a contatto di dorso/schiena e si esplora il disegno dell’altro, oltre che con la vista, anche con la mano, utilizzando il senso del tatto. L’esperienza del disegno progressivo si esegue senza parlare, meglio se accompagnati da un sottofondo musicale rilassante e in un ambiente raccolto. Si comincia così con un disegno libero poi, ad un certo punto, i partecipanti si scambiano i disegni, ove si pongono dei fogli trasparenti . Successivamente, ognuno continua a disegnare tenendo presente il disegno sottostante che viene prima ricalcato e poi completato con delle aggiunte personali. Dopo alcuni passaggi si ottengono delle sequenze grafiche che sono dei veri e propri dialoghi per immagini. Terminati i disegni e dopo la visualizzazione delle sequenze si procede con ulteriori passaggi che si possono tradurre in brevi racconti e anche nella messa in scena dei soggetti espressi. Utilizzo da anni questa forma di disegno nei percorsi familiari al fine di favorire una comunicazione efficace tra genitori e figli, comunicazione alle volte compromessa dai ritmi di vita troppo incalzanti o da situazioni familiari problematiche. Questa esperienza appagante e stimolante garantisce l’ascolto di sé e dell’altro al confine tra il non verbale e il verbale potenziando l’empatia, la consapevolezza e molte volte anche la comprensione reciproca.
Maria Teresa Cardarelli – 11 maggio 2015

