Siamo il ricettacolo di una miriade di immagini esterne che ci raggiungono quotidianamente per il solo fatto di avere il dono della vista, ma fino a che punto siamo coscienti delle nostre immagini personali ed interiori e della loro importanza per noi, anche relativamente alle scelte che compiamo? Un percorso mediato, per venire in contatto con il flusso interiore delle immagini, è l’utilizzo delle sabbie colorate associate ai mandala, di cui ho già ampiamente scritto nei post precedenti. Prima di iniziare il lavoro con le sabbie è buona regola attivare esercizi corporei e respiratori che possano indurre il rilassamento e una migliore comunicazione tra i due emisferi del cervello, anche tramite semplici visualizzazioni. Quando le mani cominciano a muovere le sabbie sul cartoncino, non sappiamo a priori quali configurazioni emergeranno ai nostri occhi. Questo lavorio è un processo in fieri che non manca mai di sorprenderci, permettendoci di visualizzare un flusso di immagini che si trasformano l’una nell’altra, all’unisono con le nostre emozioni, sensazioni e pensieri. Ogni volta che una forma o una configurazione si rende manifesta viene annotata con un breve titolo . Dopo una trentina di minuti di lavorio con le sabbie ci ritroveremo con una lista di immagini relative a tematiche spesso legate tra loro, come ci mostra, per esempio questa sequenza : Fiamma al vento, Isola, Pianeta, Pianeta con crateri, Getto d’acqua, Albero, Giardino dall’alto, Labirinto, Pino, Abbraccio, Albero infuocato, Sospeso. Qui affiora  il tema dei 4 elementi che sono materie ricche di contenuti e due simboli del Sé, quali l’albero e il giardino. Inoltre, si esplicita un clima affettivo particolare che l’autrice identifica con il suo bisogno di abbracciare ogni parte di se stessa senza giudizi. In tale contesto, l’abbraccio esprime contenimento e soprattutto inclusione della propria natura in tutte le sue sfaccettature. Il profondo messaggio che le immagini interiori rendono manifesto si evince anche dalla poesia ‘L’abbraccio’ composta proprio a partire da queste:

‘Sospesa su un labirinto vedo un giardino.

Dall’alto alberi, pini, alberi infuocati,

dove un getto d’acqua sospinge la fiamma al vento

apre un varco a pianeti fatti di crateri…che

formano l’isola dove ti abbraccio forte.’

Il sand moving mandala ,che rientra nel campo delle arti effimere perché non durevoli, è particolarmente utile in quei momenti della vita in cui ci possiamo sentire affaticati e privi di energia o quando dobbiamo prendere una decisione importante. Si tratta di una modalità per interrogarsi e per attingere dal pozzo zampillante dell’ anima quelle risposte che solo in noi stessi possiamo trovare.

Maria Teresa Cardarelli – giugno 2015

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