L’esperienza maturata negli anni mi ha insegnato che il disegno infantile è come un  ‘autoritratto’ che parla il linguaggio della verità.  Il disegno rientra nei linguaggi non verbali e per moltissimi bambini risulta più semplice e diretto della parola. Se guardiamo con disponibilità ed attenzione alla libera espressione artistica infantile questa è in grado di parlarci e di comunicare cose molto profonde. Singoli osservatori, in diverse parti del mondo, hanno costatato l’identità delle tappe attraverso cui il bambino può raggiungere una visione realistica del mondo, disegnando ciò che vede, ma prima di questa fase la visione delle cose è molto personale. I bambini fino ai 10 anni non disegnano solo ciò che vedono con i loro occhi, ma soprattutto le loro esperienze, che sono connotate affettivamente ed emotivamente, in definitiva si esprimono come artisti autentici. Nel disegnare i bambini offrono spontaneamente i loro modelli interni, ecco perché le loro tracce sono così significative per comprendere i loro vissuti, i loro problemi, le loro aspettative, così come le loro grandi  potenzialità e i loro sogni. Se desideriamo comprendere i bambini lasciamo che  loro disegni ci parlino.

 

CHE BELLO SCARABOCCHIARE !

Intorno ai 18 mesi i bambini eseguono in modo naturale e compiaciuto segni piuttosto misteriosi: gli scarabocchi. L’evoluzione dello scarabocchio accompagna la crescita psico-motoria infantile anticipando il linguaggio verbale. Queste forme grafiche riassumono le competenze cognitive ed affettive dei piccoli, oltre a rappresentare per loro una espressione ludico motoria molto gratificante.Tutti abbiamo sperimentato la magia di un gesto in grado di produrre un segno! Forse ce ne siamo solo dimenticati. I bambini sono molto interessati alle loro tracce  perché nella prima infanzia molta immaginazione è visiva. Dopo i due anni  cominciano a nominare ciò che fanno, perché desiderano dare un significato specifico alle proprie tracce, senza curarsi e preoccuparsi della rassomiglianza dei soggetti rappresentati. Come nel caso dello scarabocchio di una bimba di 30 mesi che disegnando precisa ‘Questa è una casa distrutta dai mostri’. Dagli andamenti della traccia e dal modo di disegnare della piccola emerge un sentimento di agitazione. La casa è costituita dai due segni verdi ed ampi sulla sinistra, mentre i mostri sono i piccoli segni ricalcati intorno ad essa. All’epoca la bimba stava vivendo un momento familiare complesso  e il disegno per lei ha costituito una forma di sfogo creativo.

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Anche nella traccia successiva eseguita da una bimba di 30 mesi con i pennarelli siamo al confine tra lo scarabocchio e il disegno intenzionale, infatti per lei le palline rappresentano le orme lasciate dal  suo cane  sul terreno e le linee parallele sono delle strade. Intorno  ai tre anni i  disegni dei bambini  mostrano  una tendenza marcata a produrre segni circolari e questo a ogni latitudine del pianeta e in ogni cultura. Molti si sono chiesti il perché. La vita prenatale umana inizia da un punto-morula che nel liquido amniotico ci ha fatto sperimentare un movimento di tipo concentrico-pulsante. Alla nascita, l’altro cerchio simbolico è costituito dal seno materno fonte di  nutrimento e sicurezza. E’  stato constatato che persino i bambini abbandonati dalle madri alla nascita esprimono nelle loro prime tracce grafiche tale configurazione geometrica. Ciò rende plausibile ipotizzare una manifestazione dell’inconscio collettivo, come esplicitato dal padre della psicologia analitica C.G.Jung. Per Jung la figura del cerchio rappresenta un archetipo cioè una forma primaria ed universale  che si esplicita concretamente nelle configurazioni dei mandala, parola derivante dal sanscrito che significa ‘centro’, ‘circonferenza’ e ‘contenere l’essenza’.

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Queste configurazioni le possiamo osservare in tutte le culture e in epoche differenti. In ambito occidentale esempi di mandala li troviamo  nei  rosoni delle cattedrali o nelle piante di alcune città medioevali. Oggigiorno molti genitori ed insegnanti desiderano comprendere il linguaggio degli scarabocchi e per questo ci possono venire in aiuto la teoria degli stili prenatali e la simbologia del colore di cui vi parlerò prossimamente.

 

Maria Teresa Cardarelli- 14 settembre 2015

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